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19 novembre: San Fausto di Alessandria d’Egitto, martire

Di San Fausto possediamo poche notizie certe. Si sa che vive ad Alessandria d’Egitto tra la fine del III e l’inizio del IV secolo ed è diacono della Chiesa alessandrina. Durante la persecuzione di Valeriano, giudicato dal prefetto Emiliano, insieme con il vescovo Dionigi e con i diaconi Eusebio e Cheremone, subisce l’esilio nella regione di Kefro in Libia con il proprio vescovo e con Caio, Pietro e Paolo. Quando torna in Egitto conduce una vita di vagabondaggio insieme con i diaconi Eusebio e Cheremone, senza mai trovare un posto sicuro dove potersi fermare.

Eusebio fa di lui questo elogio: “Si è distinto nel confessare la fede ed è stato poi riservato sino alla persecuzione succeduta al nostro tempo; vecchio e pieno di giorni ha consumato nell’età nostra il martirio per decapitazione”.

Fausto muore durante la nuova persecuzione voluta dall’imperatore Diocleziano e condannato appunto alla decapitazione. Il Martirologio Romano lo commemora al 19 novembre, tuttavia il suo nome ricorre altre volte: al 3 ottobre, con Caio, Pietro e Paolo; al 4 con Caio, Eusebio, Cheremone e Lucio. Si tratta sempre del diacono ricordato il 19 novembre, poiché i suoi compagni non sono altri che i diaconi alessandrini, menzionati da Eusebio, perseguitati insieme con il loro vescovo Dionigi, durante l’impero di Valeriano.

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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