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29 dicembre: San Tommaso Becket, vescovo e martire

Tommaso Becket nasce a Londra verso il 1117. Genitori sono il mercante Gilbert Becket di Thierville e Matilda di Mondeville, stabilitisi in Inghilterra sotto Guglielmo il Conquistatore. Il giovane viene avviato sin dall’infanzia alla carriera ecclesiastica: dopo la prima formazione ricevuta presso l’abbazia di Merton, approfondisce gli studi a Parigi e, tornato in patria, entra a servizio dell’arcivescovo di Canterbury Teobaldo di Bec. Ordinato arcidiacono, viene nominato cancelliere dal re Enrico II.

Teobaldo muore nel 1161 ed Enrico II, grazie al privilegio accordatogli dal papa, può scegliere Tommaso come successore alla sede primaziale di Canterbury. Ma, nei panni di primate d’Inghilterra, Tommaso si trasforma in uno strenuo difensore dei diritti della Chiesa, inimicandosi il sovrano. Dopo aver rifiutato di riconoscere le “Costituzioni di Clarendon” del 1164, è costretto alla fuga in Francia, dove vive sei anni di esilio. Anche al di là della Manica, Becket continua a contrastare i tentativi di Enrico II di trovare un accordo con papa Alessandro III sui privilegi del clero: la sua opposizione agli atti di Clarendon impedisce la conclusione degli accordi.

Al rientro in Inghilterra, come primo atto Becket sconfessa i vescovi che sono scesi a patti con il re, il quale, si dice, arriva a esclamare: “Chi mi toglierà di mezzo questo prete intrigante?”. E’ così che quattro cavalieri armati partono alla volta di Canterbury. L’arcivescovo viene avvertito, ma resta al suo posto; accoglie i sicari del re nella cattedrale, vestito dei paramenti sacri e si lascia pugnalare senza opporre resistenza. E’ il 23 dicembre del 1170.

L’emozione suscitata dall’evento fa sì che intorno alla sua figura si sviluppi rapidamente un culto, tanto che papa Alessandro III è indotto a canonizzarlo il 21 febbraio 1173 nella chiesa di Santa Lucia a Segni, a poco più di due anni dalla morte. Spostatosi ad Anagni agli inizi del 1174, papa Alessandro III dà notizia della canonizzazione anche al capitolo della cattedrale di Canterbury. Così, il culto del “nuovo martire” della Chiesa nasce fra Segni ed Anagni per poi spargersi dalla Svezia alla Terrasanta. Di lì a breve, la cattedrale di Canterbury diviene meta di numerosi pellegrinaggi, descritti anche nei Racconti di Canterbury di Geoffrey Chaucer che spingono Enrico II a sottoporsi a una pubblica penitenza il 12 luglio 1174. Ben presto Tommaso diviene simbolo della resistenza cattolica all’assolutismo politico. La memoria liturgica ricorre il 29 dicembre.

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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