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Amazzonia: l’Esercito brasiliano impiega 44mila soldati contro le fiamme

SAN PAOLO. L’Esercito brasiliano ha iniziato il dispiegamento di uomini e mezzi in Amazzonia per contrastare gli incendi. Sul campo ci saranno 44.000 soldati a cui saranno affiancati aerei militari. Lo hanno reso noto i ministri della Difesa e dell’Ambiente illustrando i piani per contrastare i roghi. Grandi sfide globali “investono l’economia, il commercio, la sicurezza, la politica estera, con particolare attenzione allo sviluppo sostenibile, alla lotta ai cambiamenti climatici e alla tutela dell’ambiente.

Siamo fortemente preoccupati da quanto sta accadendo in Amazzonia, il polmone verde del mondo, devastata dai roghi”. Lo scrive su Facebook il premier Giuseppe Conte al suo arrivo al G7. “Si tratta di temi che in questi 14 mesi sono stati sempre al centro dei miei interventi e di cui discuteremo nelle prossime ore”. Il presidente brasiliano Jair Bolsonaro, in un breve discorso trasmesso a reti unificate, ha detto che gli incendi forestali in Amazzonia, che “non sono al di sopra della media degli ultimi 15 anni”, non posso servire come “pretesto per imporre sanzioni internazionali” contro il Brasile, alla vigilia del vertice G7 di Biarritz in cui vari paesi, capitanati dalla Francia, hanno detto che intendono prendere misure per garantire la protezione ambientale nel paese sudamericano”. A San Paolo, sull’Avenida Paulista – arteria principale del centro della metropoli – decine di migliaia di manifestanti hanno bloccato il traffico, prima di sfilare verso la sede dell’agenzia di protezione ambientale Ibama. A Rio i dimostranti hanno attraversato il centro della città ripetendo slogan contro Bolsonaro e chiedendo le dimissioni del suo ministro dell’Ambiente, Ricardo Salles. Ovunque sono risuonate rumorose le proteste a colpi di pentole, le “paneladas”, le stesse usate nel 2016 contro Dilma Rousseff e lo scorso anno contro Michel Temer.

Nel mirino dei manifestanti le politiche del governo, che avrebbero favorito uno sviluppo selvaggio in Amazzonia per favorire il business agroalimentare. “Boicotta la carne brasiliana”, era uno dei cartelli nelle manifestazioni. Secondo alcuni esperti, gli incendi in Amazzonia sono stati causati dagli agricoltori, che sarebbero soliti appiccare le fiamme in questa stagione per garantire nuovi pascoli. Ma, accanto a questo, i roghi – cresciuti dell’85% in un anno – hanno anche l’obiettivo di deforestare vaste zone, per poi poterle sfruttare in modo industriale. Bolsonaro per parte sua punta l’indice contro i governatori degli Stati del nord, che “non muovono un dito” contro i roghi. In nove gli hanno chiesto un incontro urgente per affrontare l’emergenza. Secondo indiscrezioni stampa, i governatori accusano Bolsonaro di aver “sottovalutato” il problema.

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