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Carola Rackete alla Bild: “Voglio che Salvini cancelli le menzogne ​​dai social”

Carola Rackete, comandante della Sea Watch, ha rilasciato un’intervista al quotidiano tedesco Bild nella quale spiega del motivo per il quale ha fatto rotta verso l’Italia con la nave Sea Watch 3, quali sono le cause della migrazione, le responsabilità dell’Europa e le ragioni della causa che ha intentato nei confronti del ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

Abbiamo agito correttamente, ne sono convinta. C’è la “legge del mare” che afferma di salvare le persone in difficoltà. È come un incidente d’auto, sei in dovere di aiutare. E la legge dice anche che dovevamo portare le persone al porto sicuro più vicino, e questo è Lampedusa! Non ci sono porti sicuri né in Libia né in Tunisia“. Queste sono state le prime parole della Rackete al giornalista tedesco.

Rackete bild

La capitana ha inoltre evidenziato che il problema della migrazione è strettamente collegato ai cambiamenti climatici: “L’Europa ha una responsabilità speciale nei confronti dell’Africa. Al momento stiamo parlando di numeri molto piccoli, ma la situazione si sta facendo più difficile. Il cambiamento climatico causa rifugiati climatici, che dobbiamo naturalmente assorbire. In alcuni paesi africani, per colpa dei Paesi industrializzati in Europa, la base nutrizionale viene distrutta.”

Mentre sulla causa intentata nei confronti del vicepremier italiano ha dichiarato: “Penso che non sia possibile sopportare tutto. Matteo Salvini ha diffuso falsità, io voglio che le sue menzogne siano cancellate da Facebook e Twitter. E che un giudice gli ordini di non farlo più“.

Rackete bild

Vengono mosse critiche non solo all’Italia, ma anche nei confronti della sua Germania e di altri stati europei, che secondo la Rackete “hanno una responsabilità storica per le circostanze in Africa anche dall’era coloniale. Le relazioni di potere di oggi sono state determinate dall’Europa. L’Europa sta sfruttando l’Africa – ed ecco la spirale che porta alla fuga. Pertanto, vi è una responsabilità storica di accettare i rifugiati che non possono più vivere nei loro paesi a causa della povertà o anche della situazione climatica“.

Carlo Saccomando

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