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E’ già Renzi contro tutti, dai mojito estivi alla ribollita di governo

ROMA. Unità di governo oltre la necessità di conservare incarichi e poltrone? Nemmeno a pensarci, altro che la favola del “è per il bene dell’Italia” è già tutti contro tutti Renzi, Conte, Di Maio e affini. Insomma una torre di Babele dove ognuno parla la sua lingua e gli altri o non capiscono o contraddicono per amor di casacca. Frattanto è proprio Matteo Renzi che facendo l’ennesima giravolta abbandona il ruolo di “grande saggio” o tutor di Italia Viva e scende in campo cercando di riconquistare il palco che diceva di aver abbandonato per sedersi in prima fila. Olè, mutazione il Matteo toscano attacca tutti, critica tutti e muove gli scacchi come fosse lui maggioranza-minoranza e muovendosi a tutto campo. E gli altri? Conte e Di Maio paiono sorpresi da questa ricomparsa della versione d’attacco di Matteo dopo averlo visto con il ramoscello d’ulivo e la colomba della pace rassicurare uno Zingaretti che pare sempre più uno finito li per caso. Tempi e modalità del programma di governo, linee e priorità, in fondo cosa chiede Renzi? Tutto. Come se Conte fosse li solo per preparare i panini e non avesse nessuna titolarità nel decidere sulla politica nazionale ed estera… Russiagate, F35, delega ai Servizi e pure il Papeete.

Ogni tema, diventa quindi un fronte per la maggioranza. Matteo Renzi, mentre tende la mano al Pd sul “piccolo” taglio del cuneo fiscale, apre altri focolai incalzando Giuseppe Conte sul caso Russiagate: “Spieghi tutto”, lo esorta con piglio nemmeno troppo amichevole dopo avergli “consigliato” di cedere la delega ai Servizi segreti a un “professionista”. Tra i due, inevitabilmente è calato il gelo: non si segnalano contatti ne a breve ne a lunga distanza. E il premier sceglie il silenzio, tentando il tutto per tutto per non farsi trascinare in una nuova polemica. Da Palazzo Chigi ricordano che con spirito istituzionale riferirà prima al Copasir e poi pubblicamente. Ma intorno infuria la polemica: Andrea Orlando paragona gli “ultimatum” renziani “della Leopolda” a quelli “del Papeete”. Dalla rinascimentale Firenze di Dante alle spiagge delle cubiste e dei dj, non male come accostamento. La maggioranza già ribolle. Sul fronte americano si riaccende la polemica anche sugli F35, dopo la ricostruzione del Corriere secondo cui Conte avrebbe rassicurato il segretario di Stato Mike Pompeo. Ma il tema agita il M5s, che con il senatore Gianluca Ferrara definiscono la rinegoziazione “doverosa”. Fonti qualificate affermano “fiducia nella volontà di Conte di rivedere il programma”. Coraggio che stiamo per passare dai mojito che hanno tanto fatto polemizzare alla ribollita in salsa Italia Viva-pd-m5s…

Giuseppe Muri

Giuseppe Muri

Giornalista pubblicista dagli Anni Ottanta, si occupa di cronaca e di costume. Ha lavorato per un lungo periodo nelle redazioni di testate locali piemontesi. Appassionato di storia, ha svolto alcune inchieste legate a fatti importanti che hanno caratterizzato il Novecento italiano.

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