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Era il 1896 e in provincia di Savona nasceva Sandro Pertini

Ricorre oggi la nascita di uno dei più amati presidenti della Repubblica italiana, Alessandro, Sandro, Pertini, nato a Stella (Savona) il 25 settembre 1896, e morto nel 1990. Deputato all’Assemblea Costituente, è stato il settimo presidente d’Italia, in carica dal 1978 al 1985. Partigiano, riformista, e democratico, Pertini provò esperienze drammatiche nella sua vita, tra cui la guerra, il carcere, e il confino che lo formarono, delineando una personalità forte e solida. Molti lo ricordano in una situazione particolare: quella di esultanza ai Mondiali del 1982, quando l’Italia battè la Germania 3 a 1, e, sul volo di ritorno della Nazionale italiana, Dino Zoff, Franco Causio, il ct Enzo Bearzot, e il presidente della Repubblica Sandro Pertini, giocarono a carte con la Coppa del Mondo sul tavolo davanti ai loro occhi.

Sandro Pertini con Dino Zoff, Franco Causio, e il ct Enzo Bearzot

Sandro Pertini partecipò alla Prima Guerra Mondiale, subì diverse condanne per la sua attività politica, fu incarcerato, scappò dalla prigione, fu esiliato, ma, nonostante tutte queste peripezie, si laureò in giurisprudenza e in scienze sociali. Tornato in Italia nel 1929, fu arrestato e nuovamente processato dal tribunale speciale per la difesa dello Stato, che lo condannò a 11 anni di reclusione. Scontati i primi sette, fu assegnato per otto anni al confino, dove si rifiutò di impetrare la grazia anche quando la domanda venne firmata dalla madre. Tornato libero nell’agosto 1943, entrò a far parte del primo esecutivo del Partito socialista. Fu quindi catturato dalla SS, fu condannato a morte, ma la sentenza non ebbe luogo. Nel 1944, evadendo dal carcere assieme a Giuseppe Saragat, raggiunse Milano per assumere la carica di segretario del Partito Socialista nei territori occupati dai Tedeschi, e dirigere la lotta partigiana. Conclusa la lotta armata, si dedicò alla vita politica e al giornalismo.

targa pertini

Incarcerato a Santo Stefano, scrisse: “La sveglia suona: è l’alba. Dal mare giunge un canto d’amore, da lontano il suono delle campane di Ventotene. Guardo il cielo, azzurro come non mai, senza una nuvola, e d’improvviso un soffio di vento mi investe, denso di profumo dei fiori sbocciati durante la notte. È l’inizio della primavera. Quei suoni, e il profumo del vento, e il cielo terso, mi danno un senso di vertigine. Ricado sul mio giaciglio. Acuto, doloroso, mi batte nelle vene il rimpianto della mia giovinezza che giorno per giorno, tra queste mura, si spegne. La volontà lotta contro il doloroso smarrimento. È un attimo: mi rialzo, mi getto l’acqua gelida in viso. Lo smarrimento è vinto, la solita vita riprende: rifare il letto, pulire la cella, far ginnastica, leggere, studiare”.

Simona Cocola

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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