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Tutti salvi gli alpinisti italiani dispersi sul Hindu Kush

PAKISTAN. Un sospiro di sollievo ha chiuso la vicenda degli alpinisti dispersi in Pakistan mentre tentavano la salita dell’ Hundi Kush. Sono infatti stati recuperati stamane con l’elicottero e portati in salvo i quattro alpinisti italiani e le due guide pachistane travolti ieri da una valanga mentre si preparavano all’ascesa di una cima nell’area dell’Hindu Kush, nel nord del Pakistan. “Sono stati salvati tutti e stanno raggiungendo il primo centro abitato della valle”, ha detto Isabella Bellò moglie di Tarcisio Bellò il 57enne capo spedizione.

“Il gruppo – ha spiegato la donna – è stato raggiunto dall’elicottero direttamente al campo 2 della spedizione a 4.800 metri quota”. “Voglio che si sappia però – ha aggiunto Isabella Bellò – che sono tutti alpinisti molto esperti e prendevano parte a questa spedizione di loro iniziativa, non era una spedizione commerciale ma con obiettivo di solidarietà verso la popolazione locale. Mio marito è stato il primo a portare un vero ponte in acciaio in quella zona del Pakistan”. La vetta che la spedizione italo-pakistana stava cercando di scalare è su una vetta inviolata che era stata «scoperta», ma mai raggiunta, dall’alpinista bresciano Francesco ‘Franz’ Rota Nodari che nel marzo 2018 perse la vita sul Concarena. Gli altri alpinisti italiani impegnati in Pakistan assieme a Bellò sono David Bergamin, Luca Morellato e Tino Toldo.

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