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Due Italie tornano a sorridere: è davvero l’inizio di un nuovo ciclo azzurro?

La Nazionale di Mancini batte 3-1 la Turchia dopo il pareggio in Francia, mentre l’Under 21 travolge 6-2 la Polonia e vola direttamente agli Europei. Giovani, gol e coraggio fanno tornare l’ottimismo, ma per la selezione maggiore la formazione ideale è ancora un cantiere. Entusiasmo sì, esaltazione forse no.

Due vittorie, nove gol complessivi e soprattutto una sensazione che al calcio italiano mancava da tempo: quella di poter nuovamente guardare al futuro con curiosità invece che con preoccupazione. La serata di lunedì 5 ottobre ha regalato all’Italia due risultati importanti. A Bologna la Nazionale maggiore di Roberto Mancini ha superato 3-1 la Turchia in Nations League, mentre poche ore prima, a Pescara, l’Under 21 di Silvio Baldini aveva travolto 6-2 la Polonia, conquistando direttamente la qualificazione alla fase finale degli Europei 2027.

È abbastanza per parlare della nascita di un nuovo ciclo del calcio italiano? Probabilmente no. Ma sarebbe altrettanto sbagliato liquidare quanto visto nelle ultime settimane come una semplice parentesi positiva. Qualcosa si sta muovendo e, soprattutto, stanno emergendo calciatori giovani capaci di entrare nelle due Nazionali senza mostrare eccessivo timore.

Per Mancini il discorso è inevitabilmente più complesso. La sua Italia è ancora un laboratorio aperto. Il commissario tecnico sta cercando uomini, gerarchie e soprattutto quella formazione tipo che oggi non esiste ancora. Contro la Turchia sono arrivati nove cambi rispetto all’undici utilizzato nel precedente 1-1 contro la Francia: un turnover così profondo racconta meglio di qualsiasi dichiarazione quanto il nuovo progetto sia ancora in fase di costruzione.

Mancini cambia tutto, ma l’Italia continua a vincere

Il 3-1 del Dall’Ara non è stato spettacolare per tutti i novanta minuti. La Turchia ha creato qualche difficoltà nella prima parte della gara e gli Azzurri hanno avuto momenti nei quali il gioco è apparso meno fluido rispetto al brillante 4-1 ottenuto nella precedente sfida giocata in territorio turco. Ma proprio per questo la vittoria assume un significato interessante: l’Italia ha saputo vincere anche senza dominare costantemente.

Il vantaggio arriva al 26’: Di Lorenzo mette il pallone in mezzo, Doumbia disturba la difesa turca e Gianluca Scamacca sfrutta l’incertezza di Kabak, trovando il gol dell’1-0. Nella ripresa Mancini cambia volto alla squadra inserendo tra gli altri Pio Esposito, Calafiori e Kayode. Al 61’ Simsir trova il pareggio turco e per qualche minuto il Dall’Ara teme che la partita possa complicarsi.

La risposta italiana, però, è immediata. Tre minuti più tardi Riccardo Calafiori riporta avanti gli Azzurri. Nel finale arriva anche la firma di Pio Esposito, che all’87’ chiude definitivamente la partita sul 3-1.

È forse proprio l’azione del terzo gol a rappresentare meglio ciò che Mancini sta cercando: nella costruzione partecipano Doumbia e Romano e a finalizzare è Esposito. Tre ragazzi rispettivamente di 22, 20 e 21 anni. Più che il risultato, è questa l’immagine che autorizza qualche pensiero positivo sul futuro.

Tra i migliori della serata ci sono Issa Doumbia e Antonio Vergara, due delle scommesse proposte dal commissario tecnico. Doumbia porta dinamismo, fisicità e presenza, mentre Vergara conferma qualità e personalità. Ottimo anche l’impatto dei subentrati: Calafiori entra e segna, Pio Esposito continua a dimostrare un rapporto con la porta difficilmente ignorabile. Scamacca, dal canto suo, fa quello che si chiede a un centravanti: sfrutta l’occasione e mette il proprio nome sul tabellino.

L’Italia sale così a 7 punti nel girone di Nations League, al secondo posto, e a novembre arriveranno le due partite che potranno dire molto di più sul reale livello raggiunto: Belgio in trasferta e Francia in casa.

A Pescara l’Under 21 manda un messaggio fortissimo

Se a Bologna bisogna mantenere una certa prudenza, a Pescara è molto più difficile contenere l’entusiasmo. L’Under 21 di Silvio Baldini aveva davanti una situazione chiarissima: contro la Polonia serviva vincere con almeno due gol di scarto per conquistare il primo posto e assicurarsi direttamente l’Europeo. Gli Azzurrini ne hanno fatti sei.

Il 6-2 alla Polonia non è soltanto un risultato largo. È stata una partita affrontata con personalità, ritmo e aggressività sin dai primi minuti. Koleosho apre le marcature al 16’, poi al 27’ arriva il raddoppio di Cher Ndour, che nella ripresa decide di trasformare una partita già importante in una serata da ricordare.

Al 54’ il centrocampista recupera il pallone nella propria metà campo, vede il portiere polacco lontano dalla porta e calcia da una distanza vicina ai 70 metri. Il pallone finisce in rete per uno dei gol più spettacolari visti recentemente con una maglia azzurra.

Sul 3-0 la partita potrebbe considerarsi chiusa. L’Italia, invece, continua ad attaccare. Segna Lipani, poi Fini e infine Cherubini. La Polonia trova due reti con Mikołajewski e Żewłakow, ma non riesce mai realmente a rientrare nell’incontro. Il 6-2 finale porta l’Italia alla fase finale dell’Europeo Under 21 che si disputerà nel 2027 in Albania e Serbia.

Ndour è inevitabilmente l’uomo della partita: doppietta, leadership e quella rete da distanza siderale destinata a rimanere nelle immagini di questa Nazionale. Ma sarebbe ingeneroso ridurre tutto alla sua prestazione. Koleosho è stato devastante per intensità e capacità di creare superiorità, mentre l’intera squadra ha mostrato una convinzione sorprendente considerando la pressione della vigilia.

Nuovo ciclo? Attenzione a non correre troppo

La tentazione adesso sarebbe mettere insieme Bologna e Pescara e proclamare la rinascita definitiva del calcio italiano. È esattamente ciò che bisognerebbe evitare. L’Under 21 ha conquistato un risultato concreto: la qualificazione all’Europeo. Baldini dispone di una generazione interessante e alcuni dei suoi ragazzi sembrano già abbastanza maturi per bussare alla porta della Nazionale maggiore. Pisilli, Ndour e Koleosho sono soltanto alcuni dei nomi destinati a essere osservati con grande attenzione.

La situazione della Nazionale maggiore è differente. Mancini sta ancora cercando la propria Italia. Alcune certezze esistono: Donnarumma in porta, Bastoni in difesa, Barella e Tonali quando disponibili e in condizione. Calafiori rappresenta ormai una risorsa importante, mentre davanti Pio Esposito sta costruendo rapidamente una candidatura difficile da ignorare.

Intorno a loro, però, molte maglie sono ancora disponibili. Mancini sta sperimentando sulle fasce, cerca alternative a centrocampo e soprattutto deve capire quale combinazione offensiva garantisca maggiore equilibrio. Scamacca segna, Esposito continua a crescere, Kean resta un’opzione importante e alle loro spalle il commissario tecnico sta provando uomini e soluzioni differenti.

Ed è probabilmente una buona notizia. Una Nazionale che arriva troppo presto alla propria formazione definitiva rischia di smettere di cercare. Questa Italia, invece, sembra avere nuovamente concorrenza.

Il risultato più importante è il ponte tra le due Nazionali

C’è infine un elemento che vale forse più dei nove gol segnati ieri: Nazionale maggiore e Under 21 sembrano finalmente parti dello stesso progetto. Per troppo tempo il calcio italiano si è interrogato sulla mancanza di giovani senza riuscire a trasformare il talento delle categorie inferiori in giocatori realmente utilizzabili ad alto livello. Ora alcuni ragazzi stanno accelerando i tempi. E la partita di Pescara suggerisce che altri potrebbero presto seguirli.

L’Italia non è ancora rinata. Sarebbe prematuro dirlo dopo qualche risultato positivo. Ma dopo il 4-1 in Turchia, l’1-1 in Francia e il 3-1 di Bologna, la Nazionale di Mancini comincia almeno a mostrare una direzione. L’Under 21, intanto, agli Europei ci è già arrivata e lo ha fatto segnando sei gol nella partita decisiva.

Quindi entusiasmo sì, esaltazione no. Le risposte vere arriveranno nei prossimi mesi, quando aumenteranno difficoltà e pressione. Ma una cosa si può già dire: dopo molto tempo passato a domandarsi dove fossero finiti i giovani italiani, oggi Mancini può guardare verso Pescara e accorgersi che qualcuno sta arrivando.

E anche piuttosto velocemente.

Carlo Saccomando

Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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