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Affidi: alla commissione d’inchiesta già 60 richieste di audizione

BOLOGNA.  “Cercare la verità nella massima trasparenza e con il massimo impegno, tutte le sedute di questa commissione saranno trasmesse in dirette streaming (potranno essere seguite online sul portale  dell’Assemblea legislativa); accoglieremo tutte le proposte di audizione (pervenute già più di 60 richieste), anche le più delicate (comprese quelle relative a persone indagate): questo per testimoniare, al di là delle polemiche che ci sono state, che questa commissione ha intenzione di lavorare seriamente e di cercare fino in fondo la verità. Non quella politica, ma quella che riguarda il bene dei bambini che è il nostro unico faro”. “Abbiamo già più di 60 richieste di audizione, cercheremo di dare seguito a tutte. Il nostro obiettivo è fare un lavoro serio, approfondito e chiudere attorno alle prima settimana di novembre per produrre una relazione all’Assemblea prima della chiusura della legislatura”.
    Così Giuseppe Boschini, consigliere regionale Pd e presidente della Commissione speciale di inchiesta che, dopo quanto è accaduto in Val d’Enza, punta a fare luce sul sistema di tutela dei minori in Emilia-Romagna. I lavori partiti oggi.  

L’obiettivo “è quello di comprendere le distorsioni del sistema, per avanzare proposte che rafforzino i meccanismi a protezione dei minori”, mentre su Reggio Emilia non è previsto un focus, ha detto Giuliano Limonta, neuropsichiatra infantile che coordina la commissione tecnica di valutazione del sistema di tutela dei minori, organo istituito dalla Giunta a fine luglio. “Non ci è stato chiesto uno zoom sull’inchiesta reggiana – ha detto oggi in commissione – anche se ovviamente ne terremo conto”. “Come Regione non possiamo fare un’inchiesta, non ne abbiamo i poteri”, ha rimarcato Paolo Calvano del Partito democratico in replica al focus delle opposizioni sul caso Bibbiano. “Noi dobbiamo verificare se nei procedimenti ci siano dei vulnus che possano facilitare chi vuole mettere in atto azioni criminose. Se ci sono, dobbiamo pensare a interventi legislativi che possano evitarlo. Servono soluzioni concrete a tutela dei minori e delle famiglie”.

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