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Alan Kurdi viaggia verso Malta. Salvini esulta per il risultato

La nave Alan Kurdi, di proprietà della Ong tedesca Sea Eye sta facendo rotta verso Malta, dopo il diktat del governo italiano ha respinto la richiesta del capitano dell’imbarcazione di approdare al porto di Lampedusa. Ricordiamo che la nave ha a bordo 40 persone, soccorse mentre si trovavano a bordo di un gommone a 29 miglia nautiche al largo largo della Libia.

Alan Kurdi Malta
La fotografia di Djokovic, minorenne a bordo della Alan Kurdi. Il bambino porta di segni di una ferita da arma da fuoco subita in Libia (Twitter Gorden Isler)

Grande soddisfazione per il ministro dell’Interno Matteo Salvini, tra i più strenui sostenitori del divieto di ingresso alla nave umanitaria nelle acque italiane, che via Twitter ha affermato: “Volere è potere: senza permesso in Italia non si entra“. Il divieto assoluto di ingresso è una decisione figlia del fatto che in Europa, nonostante le numerose sollecitazioni in materia di ripartizione dei migranti da parte del governo italiano, nessuna decisione era stata presa.

Proprio su questo tema verte l’ultima dichiarazione di Gorden Isler, portavoce dell’Ong tedesca Sea Eye “Onestamente, non capisco perché occorra più di un’ora per concordare la distribuzione di 40 persone. In Germania ci sono oltre 60 comuni e città, che sono pronti a ricevere le persone salvate dalla Alan Kurdi“.

Inoltre un’altra nave umanitaria ha puntato verso le coste italiane: si tratta della spagnola Open arms della Ong Proactiva , che tra ieri e la scorsa notte, con un doppio intervento, ha soccorso e preso a bordo 123 persone. Tra di loro due bimbi, due donne incinte, oltre ad alcune persone “con terribili segni di violenza“. Due donne incinte a bordo sono state evacuate questa mattina dalla Guardia costiera italiana: una al nono mese di gravidanza e l’altra all’ottavo e mezzo. Inoltre è scesa a terra anche la sorella di una di loro. Via social è stato diffuso della Open arms un video che documenta le condizioni delle persone a bordo nella nave.

Carlo Saccomando

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