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Alluvione, chiesto il rinvio a giudizio per Nogarin ex sindaco di Livorno

LIVORNO. A distanza di due anni dall’alluvione che ha causato la morte di otto persone travolte dal fango, la Procura di Livorno ha chiesto il processo per l’ex sindaco Filippo Nogarin e per l’allora responsabile della Protezione civile e comandante della polizia municipale Riccardo Pucciarelli nell’ambito delle due indagini legate alla tragedia: una sui decessi causati dallo straripamento del Rio Maggiore e l’altra del Rio Ardenza.   L’alluvione colpì Livorno nella notte tra il 9 e il 10 settembre 2017, causando otto morti. L’accusa per entrambi è quella di omicidio plurimo in cooperazione.

In  particolare, i pubblici ministeri Sabrina Carmazzi, Giuseppe Rizzo, Antonella Tenerani e il procuratore capo Ettore Squillace Greco che hanno firmato la richiesta notificata nel giorno del secondo anniversario della tragedia, contestano ai due indagati un comportamento negligente nell’organizazione della macchina comunale prima e durante il disastro  “nonostate le precipitazioni eccezionali di quella notte”. Comportamenti che secondo l’accusa hanno causato lo straripamento del Rio Ardenza e del Rio Maggiore che hanno invaso le abitazioni delle otto vittime. “Mi dicono i giornalisti – scrive Nogarin su Facebook – che oggi la procura di Livorno avrebbe chiesto al gip di rinviarmi a giudizio per quanto successo il 10 settembre di due anni fa, quando un’alluvione senza precedenti ha messo in ginocchio mezza città e soprattutto ha provocato la morte di 8 miei concittadini. C’è voluto un po’ di tempo evidentemente per arrivare a questa decisione, visto che le indagini si sono chiuse esattamente 9 mesi fa. In ogni caso, per certi versi sono sollevato: finalmente sarà un giudice terzo e dunque indipendente a valutare i fatti e i documenti e ad esprimersi sul mio operato. Perché tutti i cittadini di Livorno, a cominciare da chi in quelle ore ha perso un conoscente, un amico, un familiare, hanno il diritto di avere giustizia. E io continuo a credere profondamente nella giustizia”. L’udienza preliminare è stata fissata per gennaio 2020.

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