• 21 Gennaio 2021
  • CRONACHE

Bitti travolta da pioggia e fango tenta di reagire, ritrovato il corpo della donna dispersa

 NUORO. Uno spettacolo spettrale a cui purtroppo in questi anni siamo stati in più località italiane. E questa volta è stata la Sardegna, Bitti, ad essere vittima di un grave dissesto metereologico. Ma i sardi si sono messi immediatamente al lavoro per riuscire a tornare ad una quasi normalità. E’ stata una notte di duro lavoro a Bitti per cercare di liberare il paese dai detriti e dal fango e aiutare la popolazione sfollata dalle proprie abitazioni.

In campo Esercito, Protezione civile, Vigili del fuoco, la Polizia Stradale che ha presidiato le strade, gli operai di Forestas, Corpo Forestale, la Croce Rossa e i tantissimi volontari accorsi da ogni paese della Sardegna mossi da una grande solidarietà.  Purtroppo è stato ritrovato il corpo dell’anziana Lia Orunesu travolta dall’acqua dopo aver aperto la porta di casa e ancora dispersa, terza vittima dell’alluvione. Intanto è atteso oggi a Bitti il capo della Protezione civile nazionale Angelo Borrelli che arriverà nel paese barbaricino accompagnato dal responsabile per la Sardegna Antonio Belloi.
    Saranno accolti dal sindaco Giuseppe Ciccolini nella sede della ex Pretura dove il Coc si è dovuto trasferire a causa dell’inagibilità del Comune sommerso dai detriti. “Abbiamo passato la notte a spalare fango con la gente terrorizzata dalla pioggia, che purtroppo ha continuato a scendere nelle ore notturne – afferma Cristian Farina assessore all’Ambiente del Comune -. Non c’è abitazione che non sia stata toccata dal fango e tutte le famiglie sono impegnate nella pulizia. Siamo riusciti a liberare corso Vittorio Veneto e ora il paese è percorribile da una parte all’altra, su piazza Asproni ci lavoreremo oggi. Stiamo intervenendo con urgenza sulla viabilità di campagna dove molti allevatori sono rimasti bloccati, ad alcuni dei quali stamattina abbiamo portato medicine e viveri. Le persone sfollate sono state travolte dalla solidarietà e accolte da parenti e amici e dai nostri B&B, nessuno ha usato i lettini della Croce rossa e le strutture del Comune. In paese ora si può entrare – conclude l’assessore – ma raccomandiamo a tutti di non venire a Bitti se non per le urgenze, si intralciano i lavori che andranno avanti per tutto il giorno”. Frattanto si vivono momenti di apprensione a Torpè e Posada, i paesi a valle della diga Maccheronis, nel Nuorese, dopo le intense piogge di ieri e stanotte. Paesi già duramente colpiti dalla tragica alluvione di sette anni fa. Da qualche ora la diga ha iniziato a tracimare, ma per precauzione già da prima erano state evacuate le famiglie che abitano vicino al guado del rio Posada. “La situazione al momento è sotto controllo – per il presidente del Consorzio di Bonifica della Sardegna Centrale, Ambrogio Guiso -. Stiamo lavorando per monitorare la diga e abbiamo interdetto tutte le strade che portano alle abitazioni a rischio nei due paesi. Sarà una giornata lunga nella quale le persone sfollate continueranno a stare nelle strutture messe a disposizione dei Comuni. Agiremo con la massima cura della sicurezza: le persone potranno tornare a casa solo quando l’emergenza sarà finita”, ha concluso Guiso.

Norbert Ciuccariello

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