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“Chi ha fatto saltare la casa a Quargnento voleva uccidere”

ALESSANDRIA. “Chi l’ha fatto, lo ha fatto per uccidere”: così il procuratore di Alessandria Enrico Cieri, che questa mattina ha fatto il punto sulle indagini relative all’esplosione di Quargnento che, nella notte tra lunedì e martedì, ha causato la morte di tre vigili del fuoco. “E’ chiaro che il gesto – aggiunge il magistrato – non si inquadra in ripicche di vicinato, ma è ben più grave”.

Quello che è successo e le modalità dell’azione hanno fatto subito pensare a un attentato volto a colpire le forze dell’ordine che sarebbero intervenute sul posto: la prima esplosione, secondo modalità ormai collaudate in ambienti dell’anarco-insurrezionalismo, sarebbe così servita da richiamo; la seconda ad uccidere. Insomma, una trappola. E il ritrovamento sul posto di fili elettrici e di una sorta di timer avrebbero avvalorato questa ipotesi. Che però gli inquirenti hanno a stretto giro bollato come infondata: “non è terrorismo”. Un edificio disabitato di un piccolo centro, questo è il ragionamento, non è il target di chi normalmente rivolge le proprie azioni contro caserme o siti ‘istituzionalì.

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