CRONACHEԑ MARCHE

Diciotto persone e quattro società ingate per il crollo del ponte 167

ANCONA. Per il crollo del ponte 167 lungo l’autostrada A14, avvenuto il 9 marzo 2017 tra i caselli Ancona sud e Loreto nel Comune di Camerano, che costò la vita a due persone e il ferimento di altre tre, la Procura di Ancona ha chiesto il processo per 22 indagati: 18 persone fisiche e quattro società coinvolte a vario titolo per aver commissionato i lavori, averli appaltati e poi subappaltati. Rivisto anche il capo d’imputazione dove oltre all’omicidio colposo ora viene contestato, a vario titolo, l’omicidio stradale in merito alla responsabilità per la sicurezza della circolazione. Rimasto tra le ipotesi di reato anche il crollo colposo e la violazione delle norme sulla sicurezza del luogo di lavoro.

Sul ponte crollato era in corso una manovra di innalzamento quando l’impalcato obliquo finì sulla sede stradale provocando la morte dei coniugi Emidio Diomede e Antonella Viviani, originari dell’Ascolano (Spinetoli), che sopraggiungevano in auto, e il ferimento di 3 operai. L’udienza preliminare si terrà il 9 dicembre davanti al gup di Ancona Francesca De Palma. Per la società in house Pavimental rischiano il processo l’amministratore delegatoFranco Tolentino, di Roma, Alberto Di Bartolomeo, romano, rappresentante dell’appaltatore, Vittorio Banella, di Varese, direttore di cantiere, Gennaro Di Lorenzo, di Napoli, direttore tecnico e Pierpaolo Cappelletti, di Spoleto, capo cantiere. Per la società di progettazione dei lavori, la Spea Engeneering, il rinvio a giudizio è stato chiesto per Raffaele Ricco, di Cisternino, progettista, Alberto Selleri, bolognese, progettista e ingegnere direttore tecnico, Giuseppe Giambalvo, di Palermo, progettista e ingegnere del progetto esecutivo, il direttore dei lavori Francesco Morabito, di Milano ma residente a Civitanova, e Francesco D’Alterio, di Mondolfo, coordinatore in materia di sicurezza e salute. Per la Delabech, l’azienda che materialmente ha eseguito i lavori, rientrano a rischio processo l’amministratore unico Riccardo Bernabò Silorata, di Napoli, Stefano Lazzerini, di Grosseto, socio, Luigi Ferretti, di Figline Valdarno, direttore tecnico del cantiere e Nicola Chieti, di Cerignola, capo cantiere e Roberto Marnetto, di Roma, progettista.

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