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Disperso da domenica in Pakistan lo scalatore Daniele Nardi

ISLAMABAD. Di lui non si hanno notizie da domenica, in pratica da quando si sono persi i contatti i contatti sul Nanga Parbat, la nona montagna più alta del pianeta. Da oltre 72 ore di Daniele Nardi, 42 anni, di Sezze, in provincia di Latina, si sono perse le tracce. L’esperto alpinista laziale sta affrontando una spedizione impegnativa assieme all’inglese Tom Ballard, figlio di Alison Hargreaves, la celebre scalatrice britannica morta nel 1995 sul K2. L’intento è quello di aprire una nuova via su quella che è conosciuta come la “montagna assassina”.

L’ultimo contatto risale a domenica, quando Nardi ha chiamato la moglie da più di sei mila metri di quota, al Campo 4. Poco prima intorno alle 12 dello stesso giorno l’alpinista si era messo in contatto anche con il suo staff: “Daniele ci ha appena comunicato che sono arrivati a circa 6300 metri, forse anche qualcosa in più!” si legge dalla sua pagina Facebook. Da allora lo staff non ha più avuto la possibilità di comunicare con Nardi. Poi, un nuovo post dello staff annunciava la perdita di contatti con i due alpinisti esperti, complice anche il peggioramento delle condizioni meteo: “Nessuna comunicazione ancora dallo Sperone Mummery. Con molta probabilità Daniele e Tom si trovano in una zona con assenza di campo”.

Le nuvole hanno coperto la montagna lunedì e martedì, prima di lasciare spazio al cielo sereno. E questo ha complicato le ricerche nelle prime 48 ore. I tentativi di avvistarli con i binocoli dal campo base, dove ci sono due cuochi e un ufficiale di collegamento, sono risultati vani. Nessun segnale dai sistemi gps, nessun segnale dal telefono satellitare. Nulla. Da ieri, a rendere difficili le ricerche stanno contribuendo anche le tensioni tra India e Pakistan, Paesi tra i quali soffiano venti di guerra. Le ultime schermaglie tra i due paesi asiatici hanno comportato la chiusura dello spazio aereo nelle zone di confine da parte delle autorità, rendendo impossibile il decollo al velivolo. A tale proposito gli ambasciatori di Italia e Gran Bretagna hanno fatto pressioni sul governo pachistano, ottenendo in via eccezionale di effettuare nella giornata di oggi il volo fino al campo base. Nel frattempo l’alpinista Karim Hayat, compagno di spedizione fino a fine gennaio di Nardi e Ballard, sta cercando di raggiungere il Nanga Parbat via terra. Remota invece la possibilità che in aiuto arrivi qualcuno della spedizione russa impegnata sul K2, sempre a causa della chiusura dello spazio aereo.

Per Daniele Nardi – che in carriera ha scalato Everest e K2 – è la quinta spedizione in Karakorum. “Non è un’ossessione, piuttosto è amore per un’idea e ancor di più per uno stile di intendere la montagna e la vita”, ha detto prima di partire.

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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