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Droni utilizzati per piantare le mangrovie e censire i pinguini

In Birmania, e precisamente nel Myanmar, stanno crescendo le piante di mangrovie piantate lo scorso settembre. A sparare migliaia di semi dal cielo nel terreno sono stati i droni, utilizzati, meno di un anno fa, da una start-up dell’Università di Oxford, che ha in progetto di ripetere questo esperimento pilota su una vasta area del paese asiatico, in particolare su 350mila ettari di terreno. A seguito di una prima mappatura dei droni, che raccolgono dati per mezzo di un algoritmo utile a individuare i migliori punti dove sparare, si passa all’uso di altri velivoli per seminare i terreni, lanciando i semi da una quota più bassa. Il merito della tecnica “spara-semi”, attraverso cui si riducono i tempi e si rimboscano vaste aree, va a un team di ingegneri che ha lavorato in passato con la Nasa. 

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Mangrovie

«Con questo esperimento abbiamo avuto la conferma di quali specie possiamo piantare, e in quali condizioni. Siamo pronti a continuare il progetto e a replicarlo», ha affermato Irina Fedorenko, cofondatrice di Biocarbon Engineering. Se si pensa che una flotta di dieci droni manovrati da due piloti riesce a piantare 400mila piante al giorno, si può intuire la portata del progetto. Worldview Foundation, che si occupa di mitigare i cambiamenti climatici creando mezzi di sostentamento sostenibili volti a eliminare la povertà e migliorare le condizioni di vita, lavora da tempo in Myanmar, tanto che in sette anni sono stati piantati con le tecniche tradizionali sei milioni di alberi. La fondazione sostiene il restauro di mangrovie in Birmania, grazie all’aiuto dei droni, che, in pochi mesi, pianteranno altri 4 milioni di piante di questo tipo, fondamentali per l’ecosistema: le radici che si sviluppano dentro l’acqua, infatti, immagazzinano una quantità di carbonio superiore alle piante che crescono sulla terraferma, rendendo più solido il suolo, e abbassando il rischio di erosione.

L’utilizzo di droni, alcuni mesi fa, è servito anche per censire i pinguini in Antartide, per la prima volta, supportando i ricercatori nel loro lavoro presso la base italiana “Mario Zucchelli”, durante l’ultima campagna estiva condotta per il Programma Nazionale di Ricerche in Antartide (Pnra). Disponendo di due droni, nell’ambito del progetto PenguinERA, si è ottenuta una stima dei pinguini di Adelia presenti nelle colonie di Adélie Cove e di Edmonson Point. «I dati serviranno per stimare il successo riproduttivo annuale dei gruppi di studio», aveva dichiarato Silvia Olmastroni, ricercatrice del Museo Nazionale dell’Antartide presso l’Università di Siena. Nella prossima campagna estiva, in programma a fine anno, il “servizio droni” sarà operativo a tempo pieno a supporto delle ricerche, come nella logistica e nella gestione della base Zucchelli, e della base italo-francese Concordia, sul plateau antartico. 

Simona Cocola

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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