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Ex Ilva: arrestato l’avvocato Pietro Amara per presunti favori

Nella stessa inchiesta sono state disposte altre misure cautelari nei confronti l’ex procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo, attualmente ai domiciliari.

La Guardia di Finanza ha arrestato l’avvocato Pietro Amara nell’ambito di un’inchiesta sull’ex Ilva coordinata dalla Procura della Repubblica di Potenza. L’avvocato siciliano è accusato di presunti favori relativi a procedimenti che riguardavano l’azienda siderurgica di Taranto. Amara è anche al centro dell’inchiesta della Procura di Milano sul cosiddetto “falso complotto Eni”: ai magistrati lombardi l’avvocato siciliano rilasciò dichiarazioni sull’esistenza di una presunta loggia massonica denominata ‘Ungheria’.

Nella stessa inchiesta sono state emanate altre misure cautelari nei confronti l’ex procuratore di Taranto Carlo Maria Capristo, l’avvocato di Trani Giacomo Ragno e il poliziotto Filippo Paradiso. Nei confronti di Capristo è stato disposto l’obbligo di dimora a Bari.

L’indagine nasce dal fascicolo che portò all’arresto di Capristo il 19 maggio dello scorso anno quando l’ex procuratore capo della Procura jonica finì ai domiciliari con l’accusa di presunte pressioni a due magistrati insieme a tre imprenditori e ad un poliziotto. Per questa vicenda è già iniziato il processo al Tribunale di Potenza, competente per il coinvolgimento dei magistrati, con l’accusa nei confronti dell’ex procuratore di tentata concussione, falso in atto pubblico e truffa aggravata.

Ex Ilva di Taranto, arrestato l'avvocato Pietro Amara
Ex Ilva di Taranto

Amara già al centro dell’inchiesta sul falso complotto Eni e la loggia ‘Ungheria’

Sul caso del falso complotto Eni e della presunta esistenza della loggia Ungheria si sta cercando ancora oggi fare luce: a seguito delle dichiarazioni spontanee dell’avvocato Pietro Amara il pm Paolo Storari consegnò i verbali dei suoi interrogatori all’ex consigliere del Csm Piercamillo Davigo. L’ex magistrato Davigo decise di portare il fascicolo ai vertici del Cms, per evitare la divulgazione dei segreti contenuti nei verbali che riguardavano alcuni membri del Csm.

Nonostante il tentativo di non far trapelare il contenuto delle dichiarazioni rilasciate da Amara, alcuni giornali riuscirono ad in possesso di una parte dei verbali e li divulgarono. I primi sospetti sulla fuga di notizie si sono concentrati sull’ex segretaria di Davigo, Marcella Contrafatto, che è indagata per calunnia e si sospetta che sia stata lei a consegnare materialmente parte di quei verbali ‘bomba’ ai giornalisti.

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