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I ristoratori si scusano per il blocco sull’A1: voi fermi per 5 ore noi da 6480

Il gruppo di associazioni che fa capo a Tni, Tutela nazionale imprese, ieri hanno bloccato con una protesta del tutto pacifica l’A1 vicino all’uscita di Incisa, Firenze. Molti coloro che bloccati hanno manifestato il loro dissenso perché rischiavano di arrivare tardi al lavoro, ma molti quelli che hanno compreso che queste persone non stanno lavorando da mesi, e se lo hanno fatto é stato solo ed unicamente per ricordare al Governo che così non é più possibile andare avanti. Bisogna tornare ad aprire, in sicurezza certo, ma si deve tornare a vivere. Ieri purtroppo uno dei manifestanti é stato anche investito, riportando però per fortuna lievi contusioni, lo stesso Antonio Alfieri in una diretta Facebook ha voluto sincerare sulle sue condizioni fisiche tutto sommato buone.

Stamattina il Presidente di Tni, Pasquale Naccari, ha scritto un lungo post di scuse per quanti ieri sono stati colpiti dal disagio provocato dalla loro protesta, ma ha voluto altresì ricordare come si sia trattato di 5 ore di blocco rispetto alle 6480 che vede bloccate le loro attività ormai al collasso. Vi riproponiamo il lungo post, perché crediamo non occorra aggiungere altro.

Blocco ristoratori su A1: le scuse del Presidente: ‘calcolate che noi siamo fermi da 6480 ore’

Così Naccari: “Buongiorno, mi volevo scusare ancora per il disagio creato ieri a tutte le persone che stavano andando a lavorare, e che per 5 ore sono state ferme in autostrada durante la manifestazione pacifica dei ristoratori, calcolate che noi siamo fermi da 6480 ore.

Facciamo un po’ di chiarezza: innanzitutto oggi voi tutti siete tornati alla vostra vita normale, dove il lavoro è un diritto e di certo non per decreto , non solo non vi è stato impedito di svolgerlo, ma pure quando è successo avete continuato a percepire il vostro stipendio, giustamente, ma la cosa più bella è che a differenza nostra voi non dovete rimetterci di tasca.

Si di tasca. Perché noi oggi non lavorando non solo no creiamo stabilità per le nostre famiglie ma miniamo tutto quello che abbiamo costruito perché oltre a dover pagare l’affitto di casa, la scuola ai nostri figli, il cibo per sfamarli-ci, assicurazione della macchina, prestiti , luce , acqua , gas e chi più ne ha più ne metta e mi riferisco allo stretto indispensabile; noi dobbiamo pagare l’affitto di un immobile che non possiamo usare per Legge, pagare la luce , acqua , gas , spazzatura, telefono anche senza averli consumati, dobbiamo pagate tasse anche senza aver lavorato, e la cosa più triste è svegliarsi tutte le mattine da 14 mesi e non poter progettare nulla della tua vita e vivere alla giornata.

Perché bloccare l’A1 anziché andare a Montecitorio?

Così prosegue il Presidente Tni, cercando di spiegare le ragion del blocco, giunto in realtà, per chi non lo sapesse, precisa solo dopo molte altre proteste, tra cui proprio dinanzi a Montecitorio: “Molti hanno detto: potevate andare a Montecitorio, fatto per 6 volte tra cui, una volta addirittura a piedi per 300km, e una volta installando un presidio fisso per 11 ore parlando con tutti ma dico tutti gli esponenti di tutti e dico tutti i partiti, oltre a un totale di 26 manifestazioni di piazza, la maggior parte delle quali nemmeno passate in TV. Altri avete detto: il dialogo è la soluzione, a si , e non vi sembra dialogo l’aver incontrato il Premier, ministro dello Sviluppo Economico, dell’Agricoltura, tutti i sottosegretari, tutti i capigruppo al senato, vari leader dei partiti, da Salvini a Crimi, aver inviato 100 pec con richieste su tutti i temi possibili e immaginabili. Non vi sembra buon senso : aver chiuso 4 giorni prima del lockdown e implorato l’ascolto , aver dialogato per 14 mesi , essersi fatti prendere in giro con finte promesse , non aver mai usato violenza , mai alzato 1 dito, mai offeso nessuno, mai incitato alla violenza, mai chiesto aperture per forza, mai forzato le riaperture, mai violato le regole sui contagi, insomma mai fatto nulla per pregiudicate la vostra tranquillità e salute, si perché noi siamo chiusi per tutelare , dice, la salute di tutti non solo la nostra ma di tutti, e questo è il ringraziamento .

Superlega più importante dei ristoratori? Naccari Basito

Poi un pò basito dalla scarsa risonanza mediatica data alla disperazione dei ristoratori, dice, facendo notare quali sono i reali interessi verso cui si propende: “Le TV ieri , nonostante la protesta, come prima notizia hanno parlato della super lega, e noi per attrarre l’attenzione dobbiamo per forza fare un gesto estremo. Sempre meglio che togliersi la vita , si perché per colpa di questa crisi sono già centinaia gli imprenditori che si son tolti la vita, ma forse per voi la loro vita non conta abbastanza, e per voi siamo sacrificabili, comprensibile.

Poi facendo presente che le condizioni dettate da Draghi nell’ultima conferenza per le riaperture non sono sufficienti aggiunge: “Poi mi fanno ridere quelli che gridano alla vittoria dopo la conferenza del Premier , perché? Perché chi non ha i tavoli all’aperto come verrà aiutato? Le attività delle regioni che non passeranno in giallo cosa faranno? A parte il clima, dettaglio di non poco conto, se dovesse piovere mentre svolgiamo il servizio cosa dovremmo fare? Perché in casa posso ricevere amici e al ristorante non ci posso andare a mangiare? Perché posso pranzare e cenare ,a dispetto del colore della regione, nelle mense, che altro non sono che ristoratori che per necessità si sono ingegnati, e all’autogrill. Disposti ad accettare solo pagamenti con il pos, ma perché non azzerate le commissioni? Perché volete arricchire le banche , e puntate sulla cattiveria della gente che gode nell’etichettarci come evasori. Avete come chiesto da noi nel nostro primo documento datato marzo 2020 , bloccato i licenziamenti, ma noi la nostra forza lavoro la stiamo perdendo perché non possiamo dare sicurezza, e ieri leggere dei post su Facebook , di rappresentanti sindacali che offendevano le nostre categorie, inneggiando alla guerra di classe nel 2021, dicendo che ce lo meritiamo, che siamo evasori, che qui e che li mi ha ferito peggio di una pugnalata, e gli vorrei chiedere: esistono lavoratori di serie A e di serie B? Chi della nostra categoria vi ha mai offeso? Chi di noi ha mai trattato così le migliaia di vostre manifestazioni, nelle quali avete bloccato città intere per giorni se non per esprimere solidarietà? Da me avete sempre avuto solidarietà e non solo a parole ma anche nei fatti, tenendo ai miei collaboratori come se fossero membri della mia famiglia.

Non siamo criminali: abbiamo bisogno di lavorare

Poi conclude precisando che non ci sono criminali tra i ristoratori che ieri hanno fatto il blocco sull’A1, ma piuttosto persone e famiglie disperate: “Potrei stare qui a scrivere per ore , ma concludo, non siamo criminali, non siamo truffatori, non siamo bestie, siamo solo esseri umani che vorrebbero avere delle risposte chiare e definitive dalle istituzioni, che vorrebbero passare il loro tempo dentro i locali a lavorare senza dare noia a nessuno, anzi contribuendo, come abbiamo fatto fino a ieri per la grandezza della nostra nazione, e vi chiediamo umilmente scusa se ieri vi abbiamo creato disagi, e fatto perdere 5 ore preziose della vostra (preziosissima) vita, ma vi prego fate come se aveste fatto una donazione, una donazione che ci auguriamo il karma possa restituivi oppure quando andrete in un ristorante dite che eravate bloccati ieri e berremo a nostre spese un limoncello brindando alla fratellanza e alla solidarietà che ormai in questo paese son diventate merce rara.

Con immenso affetto Pasquale Naccari incensurato e datore di lavoro di 24 famiglie oggi tutte a casa per colpa del Covid che chiede solo di poter tornare a una minima normalità visto che intorno a lui tutto gira normalmente.

Poi un invito ad una maggiore solidarietà: “Ps le energia che usiamo per litigare tra cittadini e lavoratori dovremmo usarle per combattere la MALA-POLITICA , vivremmo in una società migliore”.

Erica Venditti

Erica Venditti, classe 1981, dal 2015 giornalista pubblicista. Dall'aprile 2012 ho conseguito il titolo di Dottore di Ricerca in Ricerca Sociale Comparata presso l’Università degli studi di Torino. Sono cofondatrice del sito internet www.pensionipertutti.it sul quale mi occupo quotidianamente di previdenza.

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