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Il governatore Zaia: “Non è tutto finito, se necessario pronti a chiudere tutto”

L’Italia si trova in procinto di affrontare la ‘Fase Due’ e nonostante il Veneto sia stata tra le prime regioni ad allargare le maglie delle attività consentite, disobbedendo in parte alle direttive dettate dall’ultimo Dpcm targato Giuseppe Conte, il governatore Luca Zaia si dice pronto a chiudere tutto se necessario: “Lo dico subito e in maniera trasparente: stiamo lavorando per fissare in maniera plastica un numero di ricoverati e delle terapie intensive, perché se lo raggiungiamo si torna a chiudere“.

Il presidente della Regione Veneto lancia un importante monito ai veneti “Non ci sono alternative,non vorrei che qualcuno si faccia l’idea che è tutto finito“. La cautela deve essere massima in un territorio dove da inizio emergenza sono stati registrati complessivamente 17.825 casi positivi al Coronavirus .

zaia non è tutto finito
Il presidente della Regione Veneto Luca Zaia

Davanti ai giornalisti Zaia spiega come sia fondamentale affrontare la riapertura garantendo la massima sicurezza dei cittadini, messa in sicurezza sulla quale la Regione sta investendo in maniera ingente, e sopratutto l’utilizzo della mascherina è ritenuto “imprescindibile” perché “metti in sicurezza la tua salute, metti in sicurezza la salute degli altri, e se non te la metti avremo ricadute e dovremo riprendere in mano le chiusure“.

Il nuovo piano sanitario per gli ospedali non-Covid in Veneto, che entrerà in vigore dal 4 maggio e approvato dal Comitato tecnico regionale, preve tra i punti cardine l’effettuazione di tamponi obbligatori per chi si ricovera o deve programmare un intervento chirurgico, visite nelle strutture ospedaliere concesse solo a una persona per volta e il mantenimento del pre-triage al pronto soccorso.

Intanto – ha precisato Zaia- c’è l’obbligo di mascherina a tutti gli ingressi. Prego i cittadini di valutare fino in fondo il fatto che l’ospedale è il luogo nel quale i virus e i batteri sono più presenti, e così si va da soli a trovare parenti. Il luogo di cura è sacro, dobbiamo mettere in sicurezza la salute dei pazienti che sono i più esposti al virus“.

Obbiettivo principale prefissato dalla giunta regionale è mettere in atto un piano di rafforzamento che entro la fine dell’estate porti ad fare 30 tamponi al giorno. Il governatore  ha puntualizzato che “è previsto che nel giro di 15-20 giorni vi sia un ripasso per tutti gli ospedali e le case di risposo, in alcune purtroppo la raccolta di positivi non è cessata. Il tampone ‘becca’ la positività già al sesto-settimo giorno, il test rapido dall’11/o giorno“, ha aggiunto.

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Infine ha smentito una serie di bufale audio che girano su WhatApp nelle quali viene affermato che le pompe funebri segnano tutti i morti come CoronavirusIntanto – ha precisato Zaia – le pompe funebri non fanno classificazione dei morti. Non esiste che si dica che chi muore per un incidente stradale muore di Coronavirus, le nostre classificazioni seguono parametri tecnico-legali su indicazioni dell’Oms.”

Inoltre è stato annunciato nel bollettino giornaliero che in Regione sono stati registrati registrati 117 casi positivi in più in più rispetto al giorno precedente. Scendono a 1.156 i ricoverati negli ospedali (-31), e quelli nelle terapie intensive, che sono 114 (-6); 2.559 sono i pazienti dimessi (+51). I morti sono 1.124 in ospedale (+22), su un totale di 1.437. I tamponi eseguiti sono oltre 337 mila, 9.047 in più rispetto a ieri; 7.661 sono le persone poste in isolamento (-225).

Carlo Saccomando

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