• 24 Settembre 2021
  • SCUOLA

Il vaccino va a scuola e l’Italia è divisa

Manca solo un mese e mezzo all'inizio delle scuole e la maggior parte dei ragazzi non è ancora vaccinato.

Già siamo preoccupati perché al ritorno dalle vacanze, fosse anche un fine settimana lungo, i ragazzi non vaccinati potrebbero tornare contagiati. Poi c’è la possibilità che non siano tutti coperti da una vaccinazione quando suonerà la prima campanella della scuola.

Il nostro Presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa ha dichiarato che si farà il possibile per garantire una scuola in presenza. Necessario anche obbligare al vaccino l’intero personale scolastico ma su questo l’opinione si divide ed il rischio è che si ritorni alla Dad con le conseguenze del caso.

La tranquillità si può raggiungere solo se il 60% degli studenti torna sui banchi vaccinato, solo sotto i 12 anni non è contemplato. Allora dovremmo essere tutti d’accordo, per poter affrontare l’anno scolastico con l’obiettivo di tornare alla normalità, o quasi.

Tutto si deciderà nei prossimi giorni

Saranno decisivi il numero dei vaccini somministrati ed i contagi, siamo già troppo vicini all’apertura del nuovo anno scolastico e la Didattica A Distanza si è dimostrata insufficiente a preparare le competenze dei ragazzi, per molti è stato un vero fallimento, da non ripetere.

Se entro il 20 agosto tutto il personale scolastico – docenti e non docenti – non sarà opportunamente immunizzato, si valuterà l’ipotesi di rendere il vaccino obbligatorio per garantire la sicurezza nelle scuole.

Questo il pensiero del sottosegretario alla Salute Andrea Costa. Già Francesco Figliuolo – commissario per l’Emergenza – si era espresso il 25 giugno, sottolineando la necessità di una massima copertura vaccinale del personale scolastico e chiedendo, entro il 20 agosto, un elenco di tutti coloro che non possono o non vogliono vaccinarsi. Un valore importante, un valore civico cui saranno tenuti a rispondere in rispetto del prossimo.

vaccino
Vaccinazione anti-Covid (Facebook)

Il presidente per la Commissione parlamentare per l’infanzia e adolescenza Licia Ronzulli risponde con un disegno di legge

La senatrice di Forza Italia ha proposto che “Chi non avrà completato il ciclo vaccinale, non potrà essere adibito a mansioni che comportino il rischio di diffusione del contagio“. Inoltre “Sarà necessario un calendario vaccinale per il personale dipendente che non ha ancora provveduto autonomamente alla prenotazione della somministrazione“.

Se l’obbligo di vaccino non fosse osservato, le conseguenze sarebbero di sospensione dall’impiego del personale docente e non docente che non potrà essere adibito a mansioni diverse. In tal caso non sarà dovuta, per il periodo di sospensione dall’impiego, alcuna retribuzione, né altro compenso o emolumento comunque denominato.

Il Governo risponde con il favore del Pd e Forza Italia ed il no della Lega, mentre M5s tentenna. La soluzione deve trovarsi al più presto perché l’inizio dell’anno scolastico è dietro l’angolo. Non possiamo farci trovare impreparati.

Cristina Baron

Nata a Brescia, a 18 anni mi sono trasferita a Londra per un periodo. Al ritorno ho conseguito a Milano la laurea in Scienze Politiche con indirizzo internazionale pubblicistico. Vivo a Torino da 30 anni ed ho un figlio. Mi sono sempre occupata di scrittura anche ricoprendo ruoli imprenditoriali. Ho scritto e pubblicato due romanzi e ne ho altri nel cassetto. Il mio lavoro, la mia vita sono da sempre accompagnati da incessante curiosità ed inguaribile passione.

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