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Immigrazione clandestina e tratta in schiavitù nel Salernitano

SALERNO. Nella zona di Salerno e provincia, alle prime ore della mattinata odierna, i Carabinieri del Comando Provinciale di Salerno, hanno eseguito un’ordinanza di misure cautelari nei confronti di 35 persone.

Gli indagati sono ritenuti responsabili, a vario titolo, di associazione per delinquere, favoreggiamento e sfruttamento dell’immigrazione clandestina, intermediazione illecita e sfruttamento di lavoratori con o senza permesso di soggiorno e tratta di persone. Dei 35 indagati, otto non sono stati rintracciati e nei loro confronti continuano le ricerche. I provvedimenti scaturiscono da una complessa indagine avviata nell’agosto 2015, atta a far luce sul fenomeno del caporalato nella zona del salernitano, che ha scoperto un sistema criminale molto più complesso ramificato in altre provincie nel territorio italiano e in altri paesi europei, oltre che in Marocco, nel quale venivano sistematicamente violate le norme in materia di immigrazione , sulle condizioni degli stranieri, condotte spesso di riduzione in schiavitù, con annesse intermediazioni illecite e sfruttamento del lavoro a danno di cittadini extracomunitari.

Le indagini sono riuscite a dimostrare la falsità, in origine, delle domande per la concessione dei permessi di soggiorno, per i quali ogni migrante era disposto a versare una cifra tra i 5mila ed i 12mila euro. Coloro i quali non erano in grado di pagare tutta la cifra pattuita, venivano sfruttati sul lavoro fino all’estinzione del debito. Si stima che il volume di profitti generato per i permessi illeciti si aggiri intorno ai 6 milioni di euro. Inoltre vari imprenditori agricoli locali aderivano all’organizzazione al fine di sfruttare manodopera sottopagata per il lavoro nei campi, e in alcuni casi ricevevano un compenso dai 500 ai 1000 euro per ogni contratto di lavoro fittizio stupilato.

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