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La Crocefissione di Bruegel rubata in Liguria è un falso

LA SPEZIA. Tutto è bene ciò che finisce bene. E questa volta il merito è delle forze dell’ordine che hanno deciso di anticipare le mosse di possibile malintenzionati, beffandosi di loro. In effetti quello che doveva essere uno dei colpi del secolo in fatto di opere d’arte si è tramutato in una bufala. Il quadro trafugato ieri dalla chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelnuovo Magra (La Spezia), raffigurante la Crocifissione e realizzato da Pieter Bruegel Il Giovane, è un falso. I carabinieri avevano saputo che qualcuno stava preparando il furto dell’opera e nelle scorse settimane avevano sostituito l’opera con una copia, mettendo l’originale al sicuro. Il dipinto colpisce per la presenza di quattro croci sul monte Calvario, in un contesto ambientale tipico della cultura fiamminga del Seicento. La quarta croce per alcuni studiosi simboleggia lo stato di sottomissione del popolo fiammingo alla dominazione spagnola.

“Il quadro originale – ha spiegato il sindaco di Castelnuovo Daniele Montebello – è stato sostituito da oltre un mese con una copia. Era cominciata a circolare la voce che qualcuno potesse rubare l’opera e i carabinieri hanno deciso di metterla al sicuro, sostituendola con una copia e installando alcune telecamere. Ringrazio l’Arma e la mia comunità perché qualche fedele si era accorto che quella esposta non era l’originale ma non ha svelato il segreto”.

La chiesa di Santa Maria Maddalena a Castelnuovo Magra dov’era custodita l’opera

Il dipinto ha una storia particolare: donato da una famiglia benestante poco più di un secolo fa, durante la Seconda guerra mondiale fu nascosto per impedire all’armata tedesca di sottrarlo. L’opera, peraltro, era già entrato nelle mire dei ladri d’arte nel 1981: fu rubato per poi essere ritrovato dai carabinieri qualche mese più tardi. A distanza di 38 anni la storia si è ripetuta, ma i ladri questa volta si sono trovati in mano una copia, e con il fiato delle forze dell’ordine sul collo, che ora indagano a tappeto forti delle immagini di videosorveglianza e delle testimonianze di alcuni cittadini che si trovavano davanti alla chiesa proprio durante il furto.

La chiesa in cui era esposta l’opera risale al secolo XVII e fu edificata nel luogo dove sorgeva la medievale cappella castrense. Due bassorilievi posti all’esterno, uno sul portale principale e uno sul lato sinistro, rimandano alla dedicazione dell’edificio sacro a S. Maria Maddalena. La chiesa è a tre navate, delimitate da dodici colonne in marmo bianco di Carrara provenienti, come vorrebbe la tradizione, dalle rovine della Cattedrale dell’antica Luni.

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