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L’attrazione sessuale: da cosa nasce e come funziona

Dopamina, ossitocina, serotonina, noradrenalina, vasopressina e gli oppioidi endogeni come le endorfine sono i veri responsabili.

Al servizio del nostro desiderio è grazie a loro che proviamo quell’insieme di sintomi che ci fan capire l’attrazione verso un altro essere umano. Ultimamente abbiamo sdoganato situazioni che un tempo venivano tenute nascoste, ma l’attrazione tra due persone è sempre funzionata allo stesso modo, sin dalla notte dei tempi. Ci piace una persona, spesso non capiamo nemmeno il perchè, fatto sta che il nostro battito cardiaco subisce improvvise accelerazioni, la nostra sudorazione aumenta, lo sguardo cambia e non ci stiamo trasformando in lupi mannari.

La medicina spiega cosa succede al nostro corpo


L’attrazione sessuale è un fenomeno complesso, di certo non possiamo sviscerarlo in poche righe ma siamo tutti curiosi di saperne qualcosa in più, visto che ancor oggi la scienza non capisce fino in fondo perché siamo attratti verso una persona piuttosto che un’altra. Un’insieme di componenti in grado di far scattare quella scintilla che in molti casi provoca incendi duraturi.

Analizziamo questi mediatori del desiderio e cerchiamo di capire come funzionano


Partiamo dalla dopamina, uno dei più famosi neurotrasmettitori del nostro sistema nervoso: ha la funzione di comunicare informazioni utili per far funzionare il nostro corpo, in questo caso è legato al piacere e alla ricompensa tanto che nell’allattamento regola la produzione del latte. Sempre la dopamina ci spingerebbe a focalizzare la nostra attenzione su una persona specifica e ad aumentare il nostro appetito, oltre ad essere meno bisognosi di dormire.


Un altro neurotrasmettitore, la serotonina, è invece responsabile di alcuni comportamenti che riconosciamo quando siamo nella fase dell’innamoramento: il pensiero fisso sull’altra persona, gli occhi a cuoricino, lo sguardo perso adolescenziale anche se abbiamo 80 anni.


Quando invece ci affezioniamo e desideriamo un legame più forte, tendiamo a fidarci dell’oggetto dei nostri desideri, allora è colpa/merito dell’ossitocina e della vasopressina. Se mettiamo il bene dell’altro sopra il nostro, quindi mostriamo empatia e generosità fuori dal comune, allora è successo, si sono attivati questi due ormoni.


La noradrenalina (o norepinefrina), invece, agisce sulla nostra concentrazione, sull’attenzione in generale ed è quando cerchiamo di portare a termine il nostro lavoro ed accusiamo minor attenzione, dobbiamo proprio sforzarci, oppure invece di ascoltare attentamente una persona che ci sta parlando siamo persi nei nostri pensieri e tendiamo a dimenticarci di ogni cosa.


L’hanno studiato team di ricercatori in tutto il mondo, la scienza l’ha approvato ed anche noi, almeno una volta nella vita, quindi non possiamo che arrenderci all’evidenza dei fatti: quando sentiamo quella spinta irresistibile verso un’altra persona non è soltanto una questione di cuore, possiamo tranquillamente toglierci la responsabilità: non è colpa nostra, ma della chimica.

Cristina Baron

Nata a Brescia, a 18 anni mi sono trasferita a Londra per un periodo. Al ritorno ho conseguito a Milano la laurea con indirizzo internazionale pubblicistico. Vivo a Torino da 30 anni ed ho un figlio. Mi sono sempre occupata di scrittura anche ricoprendo ruoli imprenditoriali. Ho scritto e pubblicato due romanzi e ne ho altri nel cassetto. Il mio lavoro, la mia vita sono da sempre accompagnati da incessante curiosità ed inguaribile passione.

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