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Lav e i test sui macachi: nessuna minaccia a Tamietto

La responsabile ricerca senza animali della Lav, Lega antivivisezione, la biologa Michela Kuan, torna sulla vicenda dei test sui macachi all’Università di Torino, dopo le recenti dichiarazioni rilasciate dall’Ateneo. In particolare riguardano un’intervista al professor Marco Tamietto, responsabile della ricerca che prevede l’intervento chirurgico invasivo e irreversibile, e l’uccisione di sei macachi sotto l’autorizzazione dell’Università di Torino.

Sul sito Lav si legge quanto di seguito riportato.

Negli articoli apparsi su La Repubblica e il Corriere della Sera di Torino, il prof. Tamietto lamenta di aver ricevuto lettere minatorie: come già precisato più volte, LAV prende le distanze da ogni atto violento e minacce, come ha sempre fatto in oltre 40 anni di lavoro distinguendosi per un’associazione che ha cercato il dialogo, portato evidenze e cambiato leggi. Dipingere però a mezzo stampa gli animalisti come dei matti violenti è fare solo illazioni generaliste, scorrette e false. Cogliamo, inoltre, l’occasione per ricordare che ogni esponente LAV riceve accuse, insulti (proprio di venerdì la definizione di “ritardati ecoterroristi” di una nota esponente dei pro-test che ha ricevuto critiche addirittura dall’Ordine Nazionale dei Biologi), derisioni e a volte anche percosse. Pur ritenendo questi fatti spiacevoli, non crediamo utile alimentare polemiche a mezzo stampa su aspetti secondari rispetto all’oggetto della nostra contestazione, ovvero il progetto di ricerca che prevede l’uso di un gruppo di macachi. Noi cerchiamo di portare fatti e argomentazioni concrete per fare informazione e avanzare le nostre istanze per un fine comune di una ricerca giusta, scientificamente affidabile e morale, senza anteporre le cause personali. Inutile ribadire ancora, come si legge sul Corriere, che il progetto ha ricevuto le dovute autorizzazioni: questa giustificazione non è sufficiente e da mesi LAV, scienziati indipendenti e sigle che coinvolgono numerosi ricercatori, sottolineano la non utilità scientifica del progetto, oltre alla ovvie gravi implicazioni etiche, infatti i macachi coinvolti hanno subito viaggi transoceanici, training con ore e ore di immobilizzazione, privazioni fisiche e psicologiche per, poi, affrontare un intervento alla corteccia visiva e infine l’uccisione. Assurdo e senza logica l’intervento della Senatrice a vita Cattaneo che addirittura ha chiesto alla Ministra della Salute Giulia Grillo «come è possibile che siano stati concessi alla LAV i protocolli sperimentali completi con l’indicazione dei nominativi dei ricercatori»: la Senatrice a vita che si è distinta, negativamente, durante la stesura della Legge che regolamenta l’uso degli animali a fini sperimentali, opponendosi all’implementazione dei metodi alternativi, avrebbe dovuto informarsi meglio sui fatti, infatti lo scopo, il nome del responsabile e l’utilizzo di macachi, è noto da quasi 2 anni grazie alle pubblicazioni stesse del dott. Tamietto. Tutti aspetti che per formazione e per il ruolo pubblico svolto in quanto Senatrice a vita, dovrebbero essere noti alla dott.ssa Cattaneo. Abbiamo chiesto al prof. Tamietto un confronto pubblico per discutere del progetto. Continueremo a contestare il merito della ricerca e a contestare l’autorizzazione al progetto. L’esperimento infatti coinvolge la vita di esseri senzienti e di pazienti: è doveroso dare ai cittadini la possibilità di conoscere il progetto di ricerca che finanziano con le proprie tasse, senza distogliere l’attenzione dagli aspetti scientifici, etici ed economici oggetto della petizione #civediamoliberi, che ha raccolto il sostegno di 360.000 persone in poche settimane.

Simona Cocola

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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