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Marcia di solidarietà per Liliana Segre: sfilano 600 sindaci a Milano

MILANO. Seicento sindaci di tutti gli schieramenti politici. Tutti con la fascia tricolore. Tutti senza nessuna bandiera. Tutti in marcia con la senatrice Liliana Segre per le strade di Milano. Tra loro c’erano Beppe Sala, Leoluca Orlando (sindaco di Palermo), Giorgio Gori (sindaco di Bergamo) e Antonio De Caro (sindaco di Bari) ma anche tante persone comuni  che sono scese in piazza per dire che “l’odio non ha futuro”.

È la marcia contro l’odio che nel pomeriggio di oggi (martedì 10) si è “impossessata” del centro di Milano. Una manifestazione di solidarietà indetta all’indomani delle minacce contro la senatrice a vita e lanciata, oltre che dal primo cittadino di Milano Giuseppe Sala anche da Matteo Ricci, sindaco di Pesaro. Il corteo dei 600 sindaci ha attraversato la Galleria Vittorio Emanuele II cantando le note di Bella Ciao. Al passaggio del corteo le persone schierate ai lati della Galleria applaudono la Segre, urlando il suo nome in segno di sostegno. 

La proposta era arrivata a novembre nel giorno in cui alla senatrice a vita era stata assegnata una scorta di tutela, con due carabinieri che la accompagnano in ogni suo spostamento, dopo le minacce quotidiane – circa 200 – ricevute attraverso i social network.

Recentemente la Segre ha promosso una commissione parlamentare sull’odio, il razzismo e l’antisemitismo. Una commissione che, come tutte le commissioni d’inchiesta, non ha alcun potere legislativo, ma che è stata contestata dalla stragrande maggioranza dei parlamentari di centrodestra, che si sono astenuti sul voto e poi si sono rifiutati di alzarsi in piedi per applaudire l’89enne milanese, internata ad Auschwitz quand’era appena adolescente. La stessa commissione è stata rifiutata dal consiglio regionale lombardo.

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