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Metalmeccanici in piazza per rimettere al centro il lavoro e l’industria

Grande successo di adesioni per le manifestazioni di Milano, Firenze e Napoli. Piazze gremite di presenti e fabbriche vuote.

Migliaia di lavoratori si sono riversati in piazza stamane per prendere parte a tre manifestazioni indette a Milano, Firenze e Roma, in concomitanza di uno sciopero di otto ore. L’iniziativa è stata promossa da Fiom-Cgil, Fim-Cisl e Uilm-Uil per chiedere al governo e alle imprese di mettere al centro il lavoro, l’industria, i salari, i diritti e la giustizia sociale. Lo slogan principale che ha contraddistinto la protesta nelle piazze è stato “Futuro per l’industria“.

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Metalmeccanici in piazza a Napoli (Fiom Cigl Facebook)

A Napoli, dove confluivano per la maggior parte lavoratori provenienti delle regioni del Sud, il corteo è stato aperto dallo striscione dei lavoratori della Whirlpool, la vertenza simbolo di questi giorni, in lotta per la loro fabbrica che l’azienda minaccia di chiudere. Chiudendo il comizio conclusivo, Francesca Re David, leader della Fiom, ha rilanciato: “i metalmeccanici si assumono la responsabilità di rimettere al centro del dibattito pubblico e politico del paese il lavoro e l’industria e in questo senso guardano alla prospettiva dello sciopero generale unitario del prossimo autunno”.

Nella manifestazione di Milano Marco Bentivogli, segretario Fim-Cisl, ha espresso in questi termini la sua opinione in merito all’operato dell’attuale governo: “Il Governo in questa permanente campagna elettorale fa un po’ come Schettino: si avvicina alla scogliera per prendere applausi ma sta facendo affondare la nave?

Mentre a Firenze erano presenti circa 15.000 manifestanti, lavoratrici e lavoratori provenienti dalla Toscana, Emilia Romagna, Umbria e Marche, protesta nel segno della contrarietà della desertificazione industriale del paese.

La mobilitazione delle tute blu rappresenta un monito forte verso l’opinione pubblica e i media per evidenziare una crisi industriale e le vertenze, che negli ultimi tempi stanno flagellando numerose aziende in Italia, dall’ultimissimo caso Whirlpool all’ex Ilva: secondo le stime Fim, a seconda dell’esito di queste vertenze il numero dei lavoratori a rischio sarebbe dagli 80.000 ai 280.000 operai.

Si registra inoltre un alto tasso di adesioni allo sciopero in tutta la categoria, con punte del 100% in molte realtà. In alcuni gruppi importanti si rilevano dati eccezionali: a partire da Leonardo, dove hanno aderito allo sciopero circa il 70% dei lavoratori (50% per gli impiegati e tra l’80 e il 95% per gli operai); Arcelor Mittal, tra l’80 e il 90% di adesione, con Genova ferma; Whirlpool, astensione media dell’85%, con punte del 100% negli stabilimenti di Varese e Napoli.

Metalmeccanici in piazza a Milano (Fiom Cigl Facebook)

Tra i temi più a cuore dei sindacati spicca la richiesta per il rilancio degli investimenti pubblici e privati ed il sostegno all’occupazione: temi che, insistono, vanno rimessi al centro dell’agenda politica. Denunciano inoltre “la mancanza di una qualsiasi idea di politica industriale” nel Paese, che sta diventando un territorio di conquista delle multinazionali con la conseguenza, avvertono, che l’Italia sta perdendo la sua ricchezza manifatturiera. E chiedono più salute e sicurezza, dicendo basta agli incidenti ed alle vittime sul lavoro.

Carlo Saccomando

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