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Piccoli comuni senza medici, il Piemonte propone la ricetta

TORINO. C’è una crescente carenza di medici di famiglia nei piccoli Comuni, soprattutto quelli che risultano più isolati e in quelli in cui la popolazione stanziale si riduce in diversi mesi dell’anno. In Piemonte la regione si è posta il problema e vediamo in quale modo. L’assessore alla Sanità, Antonio Saitta ammette che “è una vera emergenza nazionale, della quale le Regioni si stanno occupando. Nell’immediato servirebbero provvedimenti più urgenti: siamo al lavoro per inserire all’interno del nuovo contratto dei medici di famiglia, in discussione in queste settimane, una forma di premialità per chi svolge la propria attività nei piccoli centri con poca popolazione”.

Per il momento si è cercato di arginare il fenomeno con “l’aumento delle borse di studio in Medicina generale – ha detto l’Assessore che punta il dito – si tratta di una difficoltà generata dal numero insufficiente di borse erogate dal Ministero della Salute, inferiore ai fabbisogni delle Regioni, e di conseguenza dal basso numero di medici di famiglia presenti”.

Nell’autunno del 2018, grazie all’accordo Regioni-Governo, fu data la possibilità di utilizzare risorse del Fondo sanitario nazionale per finanziare 860 borse di studio supplementari per i medici di famiglia: per il Piemonte significa 68 posti in più a partire dai prossimi corsi. Le borse diventeranno 187 e verrà così consolidato l’incremento già deciso in questi anni dalla Giunta del Piemonte che nel triennio 2016-2019 sono passate a 110.

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