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Ripartizione immigrati? Intoppi, se e ma. Giorgia Meloni “Una presa in giro”

ROMA. “Il meccanismo” per il ricollocamento dei richiedenti asilo concordato a Malta “sarà valido per almeno sei mesi, e potrà essere rinnovato”, ma nel frattempo occorrerà “andare avanti sulla riforma del Sistema comune d’asilo, sulla base di un’iniziativa della Commissione”. Se “nei sei mesi il numero dei ricollocati dovesse aumentare in modo sostanziale, gli Stati che partecipano si riuniranno per consultazioni. Durante le consultazioni il meccanismo potrà essere sospeso”, si legge nel documento. Occorre “assicurare che questo meccanismo temporaneo” per la ripartizione dei richiedenti asilo “non apra nuove strade irregolari verso le coste europee ed eviti la creazione di nuovi fattori di attrazione”. E’ quanto si legge si legge nel documento dell’accordo raggiunto a Malta.

A questo fine, tra le misure previste ci sono una serie di regole per le navi delle ong: “le navi devono essere registrate secondo la legge nazionale dello Stato di bandiera. Dove possibile, le imbarcazioni per il salvataggio saranno registrate come tali. L’amministrazione dello stato di bandiera assicurerà che tali imbarcazioni siano qualificate in modo adeguato ed equipaggiate per condurre tali operazioni”.  L’accordo sui migranti? Presi in giro su tutta la linea. «Governo italiano imbarazzante – posta la Meloni sul suo profilo Fb. «Dopo i proclami strombazzati sulla “svolta europea” in tema di immigrazione, la rotazione dei porti, la redistribuzione dei migranti etc, arrivano ora “note” della Ue e dei nostri partner che smentiscono il governo italiano su tutta la linea. Nessun impegno, nessuna svolta, solo grosse pacche sulle spalle. Basta prese in giro, non consentiremo di trasformare l’Italia nel campo profughi d’Europa». Già, dire imbarazzante è dire poco. Dopo gli autoincensamenti del governo, arriva la doccia fredda dall’Unione europea che smentisce i toni trionfalistici usati da Conte e ministro Lamorgese. L’accordo, di fatto, non c’è. Ed è molto di là da venire. «L’accordo trovato a Malta da alcuni Stati membri per la ripartizione dei migranti salvati in mare è “un punto di partenza” per arrivare ad un accordo “temporaneo” sulla materia, non un testo Ue». Lo ha ricordato, rispondendo ad alcune domande durante il briefing con la stampa a Bruxelles, la vice portavoce capo della Commissione Europea Natasha Bertaud. «In questa fase non parliamo di un testo Ue». Giorgia Meloni posta per prima il commento ad una situazione patetica per il nostro governo. Ha proseguito la portavoce: si sta parlando di «un accordo che, quando ci sarà, sarà temporaneo. Soluzioni a lungo termine bisogna che siano trovate con la riforma del sistema di Dublino, che abbiamo già messo sul tavolo e speriamo che le discussioni siano rilanciate, perché è solo così che avremo soluzioni a lungo termine». Insomma, il governo ha cercato di darla da bere a tutti, con il codazzo ossequioso di corifei che adesso si possono solo vergognare. Che questo accordo, tanto esaltato dal premier Giuseppe Conte, sia in realtà un regalo per scafisti, organizzazioni non governative e clandestini, se ne sono accorti a Bruxelles. “Il meccanismo è volontario”, hanno subito fatto notare fonti europee. “Non è un accordo obbligatorio, né legislazione comunitaria. Non sarà legalmente vincolante”

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