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Rischio tumore, tutti i farmaci contenenti nitrosammine saranno testati

ROMA. Sono 515 i lotti difarmaci  contenenti ranitidina  bloccati e circa 195 quelli ritirati dal mercato a causa della presenza di una impurità potenzialmente cancerogena, in tutto circa 700 lotti di medicinali usati control’ulcera  e il reflusso gastrico . Nella lista aggiornata dall’Agenzia Italiana del Farmaco (Aifa) vi rientrano anche alcuni lotti di prodotti molto diffusi, come Buscopan antiacido e Zantac di cui è vietata l’assunzione. Di fatto, spiega l’ente regolatorio all’Ansa, «qualsiasi medicinale contenga questo principio attivo è attenzionato e oggi non disponibile sul mercato». Tutti i farmaci autorizzati al commercio nell’Unione Europea devono essere testati per l’eventuale presenza di nitrosammine, le sostanze cancerogene alla base del ritiro da parte dell’Aifa dei lotti di ranitidina e che nel 2018 era stato anche la causa del ritiro di molti farmaci antipertensivi contenenti valsartan.

Lo richiede l’Ema, l’agenzia europea per i medicinali. La richiesta, precisa l’Ema, è precauzionale e riguarda tutti i farmaci che contengono principi attivi prodotti da sintesi chimica. “Se sono trovate nitrosammine in uno di questi farmaci – si legge – i detentori dell’autorizzazione all’immissione al commercio devono informare le autorità rapidamente per poter prendere i provvedimenti regolatori più appropriati”. Le nitrosammine sono classificate come un ‘probabile cancerogeno’, vale a dire che l’esposizione sopra i livelli di sicurezza può aumentare il rischio di tumore a lungo termine. “Sono presenti in alcuni cibi e nell’acqua potabile – aggiunge l’Ema – e quando sono stati trovati nei farmaci il rischio di sviluppare un tumore è stato giudicato basso”. In teoria, scrivono ancora gli esperti dell’Ema, le nitrosammine non dovrebbero formarsi durante la produzione della grande maggioranza dei principi attivi, fatta eccezione per quelli della stessa classe del valsartan. “Tuttavia ora sappiamo che queste impurezze si possono formare in certe condizioni e quando alcuni solventi, reagenti e altre materie prime vengono usate. Inoltre le impurezze potrebbero essere portate dall’uso di attrezzatura o reagenti contaminati”. Le aziende dovranno, secondo le indicazioni dell’Ema, valutare per ogni farmaco il rischio, basandosi sulle modalità di produzione e sui reagenti utilizzati, e iniziare i test veri e propri da quelli per cui la probabilità risulta più alta. La procedura potrà prendere al massimo tre anni. Non è la prima volta che ci accorge “improvvisamente” dell’acclarata dannosità o pericolosità di un farmaco…ma una domanda viene spontanea…Ma se si sapeva già prima la pericolosità di determinati farmaci perchè sono stati immessi sul mercato? Distrazione? Inconsapevolezza o criminale perseguimento di un profitto di pochi a discapito di molti? E se su qualche persona venissero accertati danni o la ragione di una complicazione o il minifestarsi di una forma tumorale chi se ne farà carico? Chi avrebbe dovuto vigilare o chi ha consapevolmente giocato con la vita dei consumatori?

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