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Scuole riaperte ad Avellino dopo lo spaventoso incendio della Ics

AVELLINO. Scuole riaperte ad Avellino e negli altri 19 comuni dell’hinterland interessati dalle conseguenze dell’incendio che venerdì scorso ha semidistrutto la Ics, azienda che nel Nucleo industriale del capoluogo irpino produce contenitori in plastica per batterie automobilistiche. Lo ha deciso il Centro Coordinamento Soccorsi, presieduto dal prefetto Maria Tirone, alla luce delle “cessate esigenze che hanno indotto a consigliare, in via precauzionale, limitazioni alla mobilità e chiusura delle scuole”.  La decisione fa riferimento ai risultati dei monitoraggi su polveri sottili ed extrasottili che hanno restituito soglie mediamente al di sotto di quelle massime stabilite. Nuovi e ulteriori provvedimenti potrebbero essere assunti in seguito ai risultati del monitoraggio Arpac sulle diossine.

Dalla ricostruzione delle immagini fornite dal Comando dei vigili del fuoco di Avellino, nell’incendio della ICS di Pianodardine sono andati a fuoco i silos in cui veniva stoccata la materia prima: palline di polietilene che vengono sciolte negli stampi per ottenere poi la carcassa della batteria per auto. Nel piazzale sono andate in fiamme le pedane in legno e lo stoccaggio dei materiali che dovevano essere inviati agli stabilimenti dei clienti, dalla Fib Sud di Nusco alla Magneti Marelli e agli altri stabilimenti partner della multinazionale bergamasca. Depositata la coltre di polveri sottili che ha ammantato la città, e svaniti i fumi che nella giornata di ieri hanno avvolto l’intero territorio, restano le ceneri di uno dei principali stabilimenti di Pianodardine, che attende la quantificazione dei danni e l’esito delle indagini della Procura della Repubblica di Avellino da parte, e dell’Arpa Campania dall’altra. I danni sarebbero ingenti. L’incendio divampato sul sito non fa altro che aggravare una già precaria e debole condizione del settore “gomma- plastica”, che dopo l’abbandono della Whirlpool registra il definitivo colpo di spugna.

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