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Strage di Viareggio: confermate le condanne per Moretti e i vertici Rfi

FIRENZE. La corte di appello di Firenze ha condannato a 7 anni Mauro Moretti al processo per la strage di Viareggio che costò 32 morti. La procura generale aveva chiesto 15 anni e 6 mesi: anche in primo grado Moretti venne condannato a 7 anni in qualità di ex ad di Rfi. Moretti, che non era in aula, era imputato di disastro, omicidio plurimo colposo, lesioni colpose, incendio. L’11 febbraio Moretti disse in udienza di rinunciare alla prescrizione. La pg poi ha detto che c’è prescrizione da maggio 2018 per incendio e lesioni colpose. Sono stati condannati anche i vertici Rfi Michele Mario Elia (ex ad) e Vincenzo Soprano (ex ad Trenitalia) a 6 anni: sono accusati a vario titolo, di omicidio plurimo colposo e disastro ferroviario.

Strage di Viareggio

Il tribunale di Lucca li aveva tutti condannati il 31 gennaio 2017. L’incidente ferroviario di Viareggio, evento noto meglio come la Strage di Viareggio, è stato un sinistro ferroviario avvenuto la sera del 29 giugno del 2009. Esso si verificò in seguito al deragliamento del treno 50325,Trecate-Gricignano  e alla fuoriuscita di gas dalla cisterna  contenente gpl perforatasi nell’urto; per cause fortuite si innescò quasi subito un incendio di vastissime proporzioni, con il successivo scoppio della cisterna stessa, che interessò la stazione di Viareggio qualche centinaio di metri a sud del fabbricato viaggiatori e le aree circostanti.

Quella emessa oggi dal Tribunale di Firenze è una sentenza di secondo grado che conferma l’impianto della sentenza di primo grado, con l’aggiunta di alcune aggravanti per le cosiddette posizioni apicali coinvolte nel processo per la strage di Viareggio del 2009. Se quella emessa il 31 gennaio 2017 dal Tribunale di Lucca poteva essere una sentenza non scontata, in un dibattimento importante che ha acceso i riflettori su un tema come quello della sicurezza del trasporto merci ferroviario, quella emessa dalla Corte di Appello di Firenze rappresenta un ulteriore passo in avanti verso la giustizia”.

Strage di Viareggio
Il presidente Luca Menesini con Daniela Rombi e Marco Piagentini.

Questo il commento a caldo del presidente della Provincia di Lucca, Luca Menesini. Un ente, l’amministrazione provinciale di Lucca, che si era subito dichiarato parte civile nel processo, sempre presente alle udienze con i propri amministratori, e che nel giugno del 2017 aveva rinunciato a 250mila euro di rimborso, cifra offerta dalle assicurazioni affinché la Provincia uscisse dal processo e che invece con la sentenza di primo grado si è vista assegnare una provvisionale di 150mila euro.

Certo – aggiunge il presidente Menesini – va ribadito che nessuna sentenza cancella il dolore di familiari delle 32 vittime e nessun verdetto le riporta in vita. Ritengo che l’unica strada perché gli errori non siano ripetuti e gli incidenti come questo siano in futuro evitati, sia non dimenticare e lottare con determinazione per la giustizia”.

Luca Menesini con Marco Piagentini, presidente dell’Associazione “Il Mondo Che Vorrei” fondata dai familiari delle vittime della strage.

Un processo di appello che ha visto spesso la presenza dei rappresentanti istituzionali della Provincia, tra questi il consigliere provinciale Luca Poletti che è di Viareggio. “Rispetto alla prima sentenza – commenta – questo secondo pronunciamento dei giudici riconosce maggiori responsabilità ai vertici di ferrovie e all’ex a.d. Mauro Moretti. Dunque la battaglia dei familiari per ottenere giustizia trova la giusta risposta per una vicenda che ha sconvolto nel profondo la città di Viareggio e l’intero Paese. Colgo l’occasione, infine, per ringraziare i legali che hanno affiancato in questo processo la Provincia di Lucca che sarà sempre vicina ai familiari delle vittime”.

Carlo Saccomando

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