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Vaccino a Scanzi: la procura di Arezzo apre un fascicolo

La procura di Arezzo ha aperto un fascicolo conoscitivo, senza alcun reato ipotizzato, sulla vaccinazione del giornalista Andrea Scanzi che nei giorni scorsi aveva raccontato sui social di aver ricevuto la prima dose del vaccino AstraZeneca in qualità di ‘ riservista ‘ , grazie ad una richiesta presentata al suo medico di base, e di ‘ caregiver ‘ familiare dei suoi genitori.

Al momento non risultano indagati e non sono stati ravvisati reati specifici. Nel fascicolo conoscitivo, aperto dopo una segnalazione del nucleo di polizia giudiziaria dei carabinieri di Arezzo ,sono stati inseriti solo una serie di articoli di giornali che si sono occupati della vicenda, alcuni riferimenti a programmi televisivi che si sono occupati della vicenda e dei post social dello stesso giornalista. Tali accertamenti sono finalizzati a verificare che nelle procedure seguite non si configuri qualche reato.

Per dovere di cronaca va specificato che a dare la notizia per primo era stato lo stesso giornalista, che venerdì 19 marzo, dopo aver ricevuto la prima dose di vaccino AstraZeneca, in un post su Facebook aveva scritto: “Nel pieno rispetto delle regole, mi sono messo garbatamente nella lista dei disponibili al vaccino a fine giornata, per non buttare via nessuna dose altrimenti gettata via“.

Scanzi torna alla carica contro gli hater: “Non mettete in mezzo i miei genitori”

Ieri con un altro post sui social Scanzi si è scagliato contro chi lo ha accusato ti aver sottratto il vaccino a chi ne aveva diritto e più bisogno, oltre a chi pensa che abbia sfruttato la condizione dei propri genitori per beneficiare di una vaccinazione che sarebbe dovuta avvenire più avanti: “La cosa che più mi fa inca***re della vicenda vaccini è che abbiano messo in mezzo i miei genitori. Tutto avrei voluto fuorché questo. Io ci sono vaccinato a tutta ‘sta cloaca travestita da social. Ma loro no. Il tecnicismo sanitario li ritiene fragili, ma sono molto più forti di me. Non ho rubato il vaccino a nessuno e men che meno a loro, perché le persone fragili non possono fare Astrazeneca“.

Mi sono iscritto alla lista dei panchinari – prosegue Scanzi – per rendermi disponibile a ricevere un’eventuale dose in casi estremi (dosi buttate via) e nel pieno rispetto delle regole. Ho le chat private che comprovano ogni cosa che dico. Non ho mai neanche lontanamente pensato di sfruttare le cartelle cliniche delle due persone a cui più sono legato. Ho solo detto al mio medico curante, ancor più dopo l’appello di Figliuolo otto giorni fa: “Se una dose la buttate via, io son qua. Nel pieno rispetto della legge. Altrimenti non chiamatemi”. Come ha spiegato il viceministro Sileri: “È doveroso che le Asl abbiano liste di riserva per non dover buttare dosi di vaccino in avanzo. Venerdì scorso, giorno in cui erano attese molte disdette, una di queste dosi è toccata ad Andrea Scanzi. Ne sono nate polemiche inutili: Scanzi ha dato il buon esempio”. Fine“.

Nella parte conclusiva del messaggio Scanzi ha infine dedicato parole di enorme stima e amore nei confronti dei genitori che ha definito “caregiver del sottoscritto“, e non viceversa, in quanto hanno dato la vita per assistere gli altri: “Entrambi (riferimento ai genitori) hanno una cartella clinica che giustifica eccome la qualifica di fragili (e mi perdonerete se non andiamo oltre perché sono affari nostri), ma mia madre e mio padre sono molto più forti, giovani, dinamici, grintosi, generosi e caregiver di me. Per distacco“.

Andrea Scanzi
Andrea Scanzi

Secondo l’Asl la vaccinazione di Andrea Scanzi è regolare

Secondo la Asl Toscana Sud Est sulla vicenda legata alla vaccinazione di Andre Scanzi non ci sarebbe stata “nessuna irregolarità“. Lo chiariscono alcune fonti dell’Azienda sanitaria locale all’Adnkronos chiarendo che il giornalista de Il Fatto Quotidiano era stato regolarmente inserito nella cosiddetta ‘lista dei panchinari’, ovvero un elenco di persone che in caso di disdette da parte degli aventi diritto l’Asl avrebbe potuto contattare al termine della giornata per inoculare le dosi non utilizzate ed evitare che vengano gettate.

Unico particolare, e non di poco conto, che l’Azienda sanitaria non ha chiarito è il motivo per il quale questa ‘lista di riserve’ sarebbe stata nascosta fino allo scoppio di questa bufera mediatica. E per quale motivo l’Asl abbia deciso di rendere disponibile online il modulo di iscrizione alla lista solo dopo la notorietà scaturita a seguito delle dichiarazioni di Scanzi.

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