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8 settembre: Natività della Beata Vergine Maria

Oggi, 8 settembre, le chiese d’Oriente e d’Occidente celebrano la nascita di Maria, la madre del Signore. La celebrazione, che ricalca sul Cristo le prerogative della Madre, viene introdotta dal papa Sergio I (sec VII) nel solco della tradizione orientale. La natività della Vergine è strettamente legata alla venuta del Messia, come promessa, preparazione e frutto della salvezza. Aurora che precede il sole di giustizia, Maria preannunzia a tutto il mondo la gioia del Salvatore.

La prima fonte che racconta l’evento è il cosiddetto Protovangelo di Giacomo secondo cui Maria nasce a Gerusalemme nella casa di Gioacchino ed Anna. Qui nel IV secolo viene edificata la basilica di Sant’Anna e nel giorno della sua dedicazione viene celebrata la natività della Madre di Dio. La festa si estende poi a Costantinopoli ed è introdotta in occidente da Sergio I, un papa di origine siriana.

Con Maria giunge l’ora del Davide definitivo, della instaurazione piena del regno di Dio. Con la sua nascita inoltre prende forma il grembo offerto dall’umanità a Dio perché si compia l’incarnazione del Verbo nella storia degli uomini. Maria bambina infine è anche immagine dell’umanità nuova, quella da cui il Figlio suo toglierà il cuore di pietra per donarle un cuore di carne che accolga in docilità i precetti di Dio.Onorando la natività della Madre di Dio si va al vero significato e il fine di questo evento che è l’incarnazione del Verbo. Infatti Maria nasce, viene allattata e cresciuta per essere la Madre del Re dei secoli, di Dio. E’ questo del resto il motivo per cui di Maria soltanto (oltre che di S. Giovanni Battista e naturalmente di Cristo) non si festeggia unicamente la ” nascita al cielo “, come avviene per gli altri santi, ma anche la venuta in questo mondo. In realtà, il meraviglioso di questa nascita non è in ciò che narrano con dovizia di particolari e con ingenuità gli apocrifi, ma piuttosto nel significativo passo innanzi che Dio fa nell’attuazione del suo eterno disegno d’amore.

Negli anni fra il 1720 e il 1730 una monaca francescana di Todi (suor Chiara Isabella Fornari) realizza per devozione personale alcuni graziosi simulacri in cera di Maria neonata avvolta in fasce. Una di queste effigi nel 1739 è donata alle suore Cappuccine di Santa Maria degli Angeli in Milano. Le suore ne propagano la devozione, che nel contesto ambrosiano trova subito un terreno particolarmente pronto e fecondo. Dopo vari trasferimenti e vicissitudini, la statuetta approda nella casa generalizia delle Suore di Carità di Lovere, in via Santa Sofia a Milano, dove diviene popolarissima, tanto che da allora fino ad oggi le suore di questa congregazione sono popolarmente chiamate “di Maria Bambina”. Alla Natività di Maria è anche intitolata una congregazione di suore francescane spagnole.

Nella tradizione cattolica la festa è celebrata in tante località. Nella tradizione agricola il ricordo della nascita di Maria coincide con il termine dell’estate e dei raccolti. Molte chiese hanno come titolo la “Natività di Maria”.


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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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