AMBIENTE

A rischio gli oceani per l’estrazione dei minerali sui fondali

Nuovo appello di Greenpeace per i fondali marini. Pare infatti che, secondo l’associazione ambientalista, alcuni governi e aziende possiedano le licenze per l’esplorazione e l’estrazione mineraria in mare aperto, in aree al di fuori del controllo dei singoli Stati. Ciò significherebbe che, essendo in aumento la domanda di minerali quali rame, cobalto, e nichel, si passerebbe ad estrarre negli abissi, dopo aver letteralmente “svuotato” le miniere sulla Terra. Il motivo è semplice: i minerali sono sempre più utilizzati anche per produrre apparecchi elettronici, ma è vitale proteggere gli ambienti marini, come l’Oceano Atlantico, ad esempio, dove si trova la catena montuosa più lunga del Pianeta, la dorsale medio-atlantica. Qui una complessa rete di sorgenti idrotermali, che ospita forme di vita ancora poco conosciute, potrebbe contenere indizi sulle origini della vita sulla Terra.

Distruggere i fondali marini in un’epoca di gravi crisi ambientali, tra inquinamento da anidride carbonica, plastica, cambiamenti climatici, e molto altro ancora ha come conseguenza la distruzione di gran parte del Pianeta. Greenpeace riporta che, dai verbali di riunioni tra esponenti di queste aziende, resi pubblici secondo le leggi sulla libertà d’informazione nel Regno Unito, “tutti hanno convenuto che le preoccupazioni ambientali sono il principale ostacolo al progresso“. Una frase molto forte e da tenere presente quando tra il 19 e il 30 agosto 2019 i delegati di tutto il mondo si ritroveranno alle Nazioni Unite a New York per i negoziati sul “Trattato Globale sugli Oceani”, probabilmente l’unico mezzo per assicurare la protezione degli oceani, una causa che Greenpeace porta avanti attraverso il “Movimento per la protezione degli oceani“.

Simona Cocola

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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