• 22 Gennaio 2021
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Accadde oggi… nel 1984 una bomba sul rapido Napoli-Milano provoca 16 morti

Alle 19.08 del 23 dicembre 1984, il treno rapido 904 Napoli-Milano è squassato da una esplosione violentissima mentre si trova all’interno della galleria di San Benedetto Val di Sambro, nei pressi della quale – dieci anni prima – si era consumata la Strage del treno Italicus. A causare la detonazione è una carica di esplosivo radiocomandata, collocata su una griglia portabagagli mentre il treno è fermo alla stazione di Firenze. Al contrario del caso dell’Italicus, questa volta gli attentatori attendono che il veicolo penetri nel tunnel, per massimizzare l’effetto della detonazione: lo scoppio, avvenuto a quasi metà della galleria, provoca un violento spostamento d’aria che frantuma tutti i finestrini e le porte.

L’esplosione provoca nell’immediato quindici morti e circa trecento feriti. A distanza di qualche tempo e per conseguenza dei traumi allora subiti, i morti saliranno a sedici. Dai processi e dalle relazioni della Commissione parlamentare d’inchiesta emerge che si tratti di una strage la cui ideazione ed esecuzione sono il frutto di un intreccio di interessi e legami coinvolgenti, a vario titolo, criminalità organizzata comune e criminalità mafiosa. 

La Corte d’assise di Firenze, il 25 febbraio 1989, condanna alla pena dell’ergastolo Giuseppe (detto Pippo) Calò, Guido Cercola e altri imputati legati al clan camorristico Misso (Alfonso Galeota, Giulio Pirozzi e Giuseppe Misso, detto «il boss del rione Sanità»), con l’accusa di strage. Inoltre, condanna a 28 anni di detenzione Franco D’Agostino, a 25 anni Schaudinn, e condanna altri imputati nel processo per il reato di banda armata.

Il secondo grado viene celebrato dalla Corte d’assise d’appello di Firenze, presieduta dal giudice Giulio Catelani, con sentenza emessa il 15 marzo 1990. Le condanne all’ergastolo per Calò e Cercola sono confermate, mentre la pena di Di Agostino è ridotta da 28 a 24 anni.

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