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Alberghi plastic free in Italia con Roma in prima linea

ROMA. Sono circa 30mila gli alberghi italiani che dicono no alla plastica monouso e a quella non necessaria, diventando alberghi plastic free, e frenando in questo modo gli sprechi del turismo estivo che da solo fa aumentare i rifiuti in mare fino al 40%. Il protocollo d’intesa in merito sarà firmato a settembre dal ministero dell’Ambiente e da Federalberghi, in collaborazione con il Wwf, in vista del processo che libererà gli hotel d’Italia definitivamente dalla plastica. In concreto i primi a essere eliminati saranno i 200mila flaconcini che si trovano nelle camere, tra cui quelli contenenti shampoo e bagno di schiuma. In questo modo su 33mila strutture alberghiere ne inizieranno a diventare plastic free 27mila.

flaconcini in plastica negli alberghi; alberghi plastc free

L’incontro con il ministro Sergio Costa è avvenuto il primo agosto: «Oggi abbiamo iniziato a creare le premesse affinché gli hotel italiani possano diventare plastic free, che significa avere cura dell’ambiente e creare un nuovo mercato. L’obiettivo, ambizioso, è di arrivare al total plastic free», ha dichiarato Costa. Al raggiungimento di questo obiettivo contribuirà anche la Fondazione Recchi – dell’esploratore e fotografo Alberto Luca Recchi -, che aveva già sottoscritto in giugno un protocollo con Federalberghi riguardante l’eliminazione della plastica da parte degli alberghi di Roma. In quell’occasione il presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, affermava: «Roma parte per prima in Italia, con i suoi alberghi, nel restituire il rispetto che merita all’ambiente». L’associazione albergatori, da parte sua, spiegava in una nota di risentire “in termini di redditività dei danni derivanti dall’insufficiente attenzione prestata dalla gestione amministrativa al peso dell’abusivismo ricettivo sul decadimento del tessuto sociale e a un degrado ambientale della città ormai purtroppo conosciuto in tutto il mondo”. Alberto Luca Recchi sulla sua pagina Facebook festeggia con un post: “Ho iniziato questo percorso, perché sentivo di doverlo al mare, ma non credevo sarebbe andato in porto. Invece… Mai rinunciare a un sogno o abbandonare una causa per paura di fallire”.  

Simona Cocola

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Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

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