AMBIENTE

Allarme sabbia: cresce il bisogno, ma sono gravi i rischi per l’ambiente

A causa dell’inurbamento e dello sviluppo delle infrastrutture, cresce nel mondo il bisogno di sabbia e ghiaia. Si parla di circa 50 miliardi di tonnellate l’anno richieste, con un aumento del 5,5% annuo, e che si depredano a spiagge e fiumi, causando danni gravi all’ambiente. L’allarme è dell’Onu, che rileva come il depauperamento di questi elementi stia provocando inquinamento, inondazioni, abbassamento delle falde acquifere, e un peggioramento della siccità.

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Lo studio in questione, “Sabbia e sviluppo durevole. Nuove soluzioni per le risorse ambientali mondiali”, precisa che la crescita demografica, e quindi l’urbanizzazione, ha portato a triplicare la domanda di sabbia negli ultimi decenni. In questo modo si è ridotto l’apporto di sedimenti fluviali a molte zone costiere, il deposito nei delta dei fiumi, e l’erosione repentina delle spiagge. «Noi spendiamo il nostro budget di sabbia molto più velocemente di quanto si possa ricreare», ha affermato la direttrice esecutiva del programma Onu per l’ambiente Joyce Msuya. C’è quindi da regolamentare, e migliorare la governance delle risorse mondiali di sabbia, che costituisce la risorsa più importante estratta e commercializzata dopo l’acqua. Servono politiche efficaci in merito, mentre, riguardo alle norme esistenti, è necessario investire nella misurazione, nel monitoraggio, e nella pianificazione della produzione e del consumo di sabbia.

Nel 2014 erano stati condannati in Cassazione, dopo 11 anni dall’accaduto, le quattro persone colpevoli, dipendenti delle aziende Bacchi e Terracqua, del reato ambientale avvenuto nel 2003 in provincia di Reggio Emilia, dove la Polizia Giudiziaria li fermò, arrestandoli. Gli uomini si trovavano in piena notte a bordo di una moto draga, nel mezzo dell’alveo del fiume vicino a Boretto (RE), per estrarre la preziosa sabbia del Po.

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