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Cellula terroristica Al Qaeda, otto assoluzioni in Sardegna

SASSARI. La Corte d’assise di Sassari ha assolto dall’accusa di terrorismo otto degli undici imputati accusati di far parte di una cellula di Al Qaeda con base in Sardegna e di essere coinvolti nella strage che nell’ottobre 2009 che provocò 137 morti e oltre 200 feriti al mercato di Peshawar, in Pakistan. Cinque di questi otto, però, sono stati condannati per favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Per gli altri tre restanti gli atti sono stati rimessi alla Procura.

A indagare sulla cellula la direzione distrettuale antimafia di Cagliari, che aveva indagato le 11 persone (10 pakistani e un afgano) e le aveva fatte arrestare nell’aprile del 2015 dalla Digos di Sassari con l’imputazione di atti e istigazione al terrorismo, strage, favoreggiamento dell’immigrazione clandestina transazionale e la raccolta illecita di fondi che – stando alle accuse – andavano a finanziare in Pakistan le madrasse, scuole coraniche dove si predicava la Jihad islamica, la guerra santa contro gli infedeli.

Secondo gli inquirenti cellula terroristica legata ad Al Qaeda avrebbe avuto la base a Olbia. A dirigerla, stando ai capi di imputazione, dal commerciante pakistano Sultan Wali Khan. In mattinata il pubblico ministero della Dda di Cagliari, Danilo Tronci, spiegando il contenuto delle 15 pagine di memorie conclusive che hanno ripercorso i punti salienti di una complessa indagine affidata alla Digos di Sassari e portata avanti per oltre cinque anni, aveva riconfermato le sue richieste di condanna.

La pena dell’ergastolo era stata chiesta per il presunto capo della cellula, il commerciante Sultan Wali Khan e per i connazionali Ridi Yahya Khan, Imitias Khan e Siyar Khan. Stando al canovaccio accusatorio, proprio loro avrebbero ideato, organizzato, diretto e presieduto la strage del mercato di Peshawar.

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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