• 5 Febbraio 2026
  • DAL MONDO

Coronavirus, Cina: si rialza il livello d’allerta per i casi di ritorno

Le attenzioni del mondo sono totalmente rivolte alla fondamentale battaglia contro il Coronavirus, nemico invisibile e silenzioso che inizialmente molti leader mondiali hanno colpevolmente sottovalutato e che sino ad oggi è riuscito a contagiare complessivamente 1 milione e 700mila persone e ha tolto la vita ad oltre 100mila innocenti.

Ma a destare altrettante attenzioni è la situazione della Cina, paese focolaio della pandemia che in questo momento ha definitivamente chiuso la fase di lockdown e si trova ad affrontare il ritorno alla normalità. La nazione più popolosa al mondo, conta quasi 1 miliardo e mezzo di persone (1.433 miliardi), rappresenta agli occhi del mondo una sorta di campo sperimentale dal quale prendere spunto.

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In queste ore la Cina ha annunciato 97 nuovi casi “di ritorno” di Coronavirus, il numero più alto dall’inizio di marzo. Mentre i casi locali registrati ieri sono solamente due. Una situazione che ha destato non poca preoccupazione nel governo di Pechino. Le autorità sono preoccupate per la nuova ondata di Covid-19 portata dall’esterno: non a caso è stato deciso, a scopo precauzionale, che le frontiere resteranno chiusi a quasi tutti gli stranieri.

Per questo motivo oggi a Pechino il livello di allerta sulla salute è passato da “verde” (“nessun problema”) ad “arancione“, che prevede l’obbligo di restare in isolamento a casa propria. A questo punto l’unico problema da affrontare rimane il ritorno in patria dei cinesi che si trovano all’estero, una tematica che in futuro dovrà essere affrontata anche nel resto del pianeta.

Guardando all’attuale situazione in Cina e confrontandola con quello dell’Italia viene da pensare a quali potranno essere le eventuali ripercussioni sul rientro dei connazionali dall’estero, ai quali siamo sicuri verrà prestata la massima attenzione, ma sopratutto quali saranno le conseguenze su un settore che da sempre rappresenta uno dei motori più importanti dell’economia italiana: il turismo. Il nostro Paese si troverà tra qualche settimana, forse anche tra qualche mese, ad affrontare il lento e graduale ritorno alla normalità. In caso di blocchi alla frontiera per gli stranieri il settore turistico potrebbe essere tra quelli che maggiormente risentirà delle conseguenze post pandemiche.

La speranza è che il governo italiano, insieme al fondamentale apporto delle categorie del settore, possano trovare un ventaglio di soluzioni, anche incentrate sulla promozione del turismo interno, per scongiurare una crisi del settore.

Carlo Saccomando

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Carlo Saccomando

Classe 1981, giornalista pubblicista. Poco dopo gli studi ha intrapreso la carriera teatrale partecipando a spettacoli diretti da registi di caratura internazionale come Gian Carlo Menotti, fondatore del "Festival dei Due Mondi" di Spoleto, Lucio Dalla, Renzo Sicco e Michał Znaniecki. Da sempre appassionato di sport lo racconta con passione e un pizzico di ironia. Attualmente dirige il quotidiano "Il Valore Italiano".

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