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Covid, vaccinazioni a rilento: AstraZeneca complica i piani del governo

Nonostante i buoni propositi e le rassicurazioni giunte in più occasioni dal presidente del Consiglio Mario Draghi e dal ministro della Salute Roberto Speranza, la campagna vaccinale in Italia continua a procedere a rilento. L’unica notizia positiva del momento è il superamento della soglia dei 3 milioni di guariti da inizio emergenza Covid.

Mentre per quanto concerne il numero di vaccinazioni giornaliere nel Paese sembra ancora molto lontano il raggiungimento di quota 500mila dosi giornaliere, obiettivo prefissato dall’esecutivo e annunciato dal Commissario straordinario all’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo, alla presentazione del piano vaccini dello scorso marzo.

A complicare i piani del governo, quasi rappresentasse una costante, c’è lo zampino di AstraZeneca: ad aprile la società biofarmaceutica anglo-svedese ha annunciato per l’ennesima volta ritardi nella consegna delle dosi previste. Oltre ai ritardi si aggiunge una sempre maggiore diffidenza popolare nei confronti del vaccino cresciuta a seguito dei casi di trombosi successivi alla somministrazione.

Rifiuti e disdette delle dosi AstraZeneca a Napoli e Cagliari

Tra le città nelle quali si è registrato il maggior numero di disdette delle vaccinazioni con dosi AstraZeneca spiccano i casi di Napoli e Cagliari. Nel capoluogo partenopeo sono centinaia le persone che hanno chiesto di esplicitamente il cambio con Pfizer, provocando ulteriori rallentamenti nei centri vaccinali già messi a dura prova. Nel capoluogo sardo invece circa il 20-30% dei prenotati, in gran parte docenti scolastici, non si è presentato all’appuntamento.

Per AstraZeneca c’è stato anche un giallo nel Lazio, che ha contestato di aver ricevuto 98mila dosi in meno rispetto a quelle indicate nel contatore nazionale. A gettare acqua sul fuoco è intervenuto il commissario all’emergenza Figliuolo che ha spiegato come le dosi in questione siano state destinate a forze dell’ordine, forze armate e Protezione civile.

Senza dimenticare che sempre nella stessa Regione ci sarà un taglio del 50% nella consegna del vaccino anglo-svedese prevista per il 14 aprile, anche se la struttura governativa ha assicurato che si tratta solo di un rinvio e che la metà della fornitura mancante arriverà a destinazione il 16 e il 23 aprile.

AstraZeneca

Vaccini in Italia: somministrate 8,3 milioni di dosi Pfizer, il 96% del totale consegnato

A livello nazionale sono oltre 3 milioni e mezzo le persone vaccinate con due dosi, mentre quasi 8 milioni quelli che hanno ricevuto almeno una dose. In totale in Italia su 14.136.480 dosi dei tre vaccini arrivate ne sono state somministrate 11.252.066, circa l’80%. Secondo i dati diffusi dal ministero della Salute ad oggi è stato somministrato il 54% delle dosi di AstraZeneca (2.218.038 su 4.098.800 consegnate), e il 50% di quelle Moderna (658.403 su 1.328.200). Quasi perfetta la performance di Pfizer che ha una percentuale di somministrazione pari al 96% (8.375.625 su 8.709.480).

Si può affermare che il vaccino della società statunitense sia quello che ha avuto il maggiore impatto, il più positivo, nella campagna vaccinale italiana. E se AstraZeneca continua a perpetuare i ritardi nelle consegne Pfizer oggi consegnerà 1 milione e mezzo di dosi alle Regioni, che rappresenta il carico maggiore di sempre.

Campagna vaccinale, ad aprile previste 8 milioni di dosi da concentrare sugli over 70

Di certo c’è che le 8 milioni di dosi previste in Italia nel mese di aprile non saranno sufficienti a vaccinare 500 mila persone al giorno previste nel piano nazionale: con un semplice calcolo matematico si può appurare che nei 24 giorni mancanti dalla data odierna (7 aprile) fino al termine del mese (30 aprile) servirebbero 12 milioni di dosi per vaccinare 500mila italiani al giorno. Mentre con 8 milioni di dosi i vaccinati quotidiani sarebbero circa 333.333 .

Sei delle otto milioni di dosi previste ad aprile saranno Pfizer, una circostanza che permetterà di concentrare le forze sulle vaccinazioni degli over 70, tra le fasce d’età più a rischio nel Paese. In totale si stima che siano 6 milioni gli over 70 che aspettano ancora la prima dose e 1 milione e mezzo quelli in attesa della seconda.

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