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I ritardi di AstraZeneca costringono l’Ue a bloccare l’export dei vaccini

La Commissione europea ha adottato una revisione del meccanismo per l’autorizzazione all’esportazione dei vaccini, aggiungendo tra i criteri da valutare per un eventuale via libera la “reciprocità” e la “proporzionalità”. Le domande saranno valutate caso per caso, ma l’obiettivo è che le richieste di export non costituiscano una minaccia per l’approvvigionamento dei 27 Paesi dell’Ue.

L’iniziativa revoca l’esenzione per 17 Paesi, mentre saranno esclusi dalla direttiva i 92 Paesi a basso e medio reddito aderenti Covax, il programma internazionale che ha come obiettivo l’accesso equo ai vaccini anti-Covid.

Vaccini, nel primo trimestre consegnate ai Paesi Ue solo il 25% delle dosi previste

Il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovski, ha denunciato ‘forti inadempienze’ da parte di AstraZeneca in quanto la società biofarmaceutica anglo-svedese, secondo quanto stipulato da contratto, nel primo trimestre avrebbe dovuto consegnare ai Paesi dell’Unione 120 milioni di dosi, mentre quelle pervenute sono state solamente 30 milioni, pari ad un quarto di quanto pattuito.

Dai vertici Ue fanno sapere che le aziende dell’Unione hanno esportato grandi quantità di dosi del vaccino verso Paesi che vantano una ragguardevole capacità produzione propria, a differenza degli stessi Paesi esteri che contrariamente hanno deciso di limitare le esportazioni dei vaccini verso l’Ue.

Inoltre la Commissione europea ha deciso di imporre uno stop anche verso quelle nazioni prive di impianti per la produzione propria, ma che hanno un tasso di vaccinazione più elevato rispetto alla media europea o nelle quali la situazione epidemiologica risulta meno grave.

In conclusione l’Ue lancia un monito e avverte che se le esportazioni verso questi Paesi dovessero continuare potrebbe essere minacciata la sicurezza dell’approvvigionamento all’interno dell’Unione.

Ursula von der Leyen e il caso AstraZeneca
Ursula von der Leyen, presidente della commissione Ue

Dove sono finite le dosi AstraZeneca prodotte in Ue?

Dall’avvio del meccanismo Ue di autorizzazione all’export sono state accolte 380 richieste di esportazione verso 33 Paesi per un totale di circa 43 milioni di dosi. Di tutte le richieste di esportazione solamente non è stata accolta.

Tra le principali destinazioni di esportazione spiccano i nomi di Regno Unito (con circa 10,9 milioni di dosi), Canada (6,6 milioni), Giappone (5,4 milioni), Messico (4,4 milioni), Arabia Saudita (1,5 milioni), Singapore (1,5 milioni), Cile (1,5 milioni ), Hong Kong (1,3 milioni), Corea (1,0 milioni) e Australia (1,0 milioni).

Fa sorridere che a primeggiare in questa particolare classifica ci sia proprio il Regno Unito, Paese nel quale si stima sia stata vaccinata circa metà della popolazione adulta, per un numero totale di vaccinati che già a fine febbraio aveva superato i 20 milioni di vaccinati.

Si consideri inoltre che sabato scorso la Gran Bretagna aveva festeggiato il record di 873.784 dosi inoculate in un solo giorno, mentre in Italia si fatica ad arrivare a quota 200mila dosi giornaliere.

Scandalo AstraZeneca: nascoste in Italia 29 milioni di dosi pronte a volare verso il Regno Unito

Le autorità italiane hanno scoperto l’esistenza di 29 milioni di dosi del vaccino di AstraZeneca nascoste nei frigoriferi dello stabilimento della Catalent di Anagni, in provincia di Frosinone, utilizzato da AstraZeneca per l’infialatura.

Secondo il quotidiano La Stampa, che riporta alcune fonti Ue, è molto probabile che in una prima fase le dosi in questione fossero destinate al Regno Unito. Ma uno stop nel mese di febbraio, quando è entrato in vigore il nuovo regolamento Ue sull’export dei vaccini, avrebbe bloccato il carico.

L’indagine è scattata dopo la visita da parte del commissario europeo Thierry Breton allo stabilimento AstraZeneca di Leida, nei Paesi Bassi. L’impianto, gestito da Halix, è uno dei due adibiti alla produzione delle dosi in Europa e che dovrebbe assicurarne 6 milioni al mese.

A seguito della notizia presidente del gruppo del Ppe al Parlamento europeo Manfred Weber ha denunciato su Twitter:

“Servono spiegazioni necessarie e con urgenza AstraZeneca sta immagazzinando decine di milioni di dosi pur non rispettando il contratto europeo. Questo è inaccettabile. L’urgenza è enorme. Dovremmo rifiutare categoricamente qualsiasi esportazione di AstraZeneca prodotta in Europa”.

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