• 16 Gennaio 2021
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Festività natalizie in Italia: tradizioni e proverbi da tutte le regioni

Il Natale e l’intero periodo delle festività natalizie hanno sempre stimolato la fantasia popolare. In Italia ogni regione, in virtù della diversità del territorio e quindi delle specificità enogastronomiche, ha sviluppato usanze, proverbi e modi di dire diversi e parecchio originale. Proponiamo una rassegna di espressioni legate al Natale e a tutto ciò che lo circonda, compiendo un viaggio nel nostro Paese, in questi giorni dove gli spostamenti sono molto limitati.

E’ il nostro modo per dare valore all’Italia, dalle mille risorse. All’espressione dialettale, che speriamo sia espressa in modo corretto, abbiniamo la traduzione in italiano.

In Lombardia è famoso il detto di natura metereologica: Natal l’è na cuèrta de lana”
Natale è una coperta di lana
(cioè il Natale dà calore e protezione).

In Liguria l’espressione più diffusa è di impronta gastronomica: A Natalegrosso o piccintûtti portan in tôa o sô bibbin” .

A Natale, grosso o piccino, tutti portano in tavola il tacchino

In Piemonte è famoso il detto di natura metereologica: “A Natal ‘l sulet, a Pasqua ‘l giulet.

A Natale il solicello, a Pasqua il focherello.

In Veneto è conosciuto il proverbio: Dura da Nadàl a San Stefano.
Dura da Natale a Santo Stefano (riferito ad una cosa effimera).

In Trentino Alto Adige è diffusa questa espressione: A Nadal el pas de un gal; a la vecieta de n`oreta

A Natale il passo di un gallo; alla Befana di un`oretta. (riferito ai giorni che si allungano)

In Friuli Venezia Giulia si usa molto questo augurio: “Bon Nadâl furlans,Bon Nadâl cristians”

Buon Natale ai friulani, buon Natale a tutti.

In Emilia Romagna è diffusa questa espressione fatalista: Se Nadèl la dmenga è ven, l’ann l’è sgraziè ben; se è ad mert l’avnirà, furtunè l’ann è sarà”

Se il Natale cade di domenica è un anno disgraziato; se è di martedi l’anno sarà fortunato

In Toscana si usa questo antico adagio generazionale: “Alle giovani i bocconi, alle vecchie li stranguglioni “

Alle giovani il miglior cibo; alle aziane gli avanzi del pranzo.

Nel Lazio è molto utilizzato questo proverbio

Anni e bbicchieri de vino nun se conteno mai!

Anni e bicchieri di vino non si devono raccontare.

In Abruzzo e Molise si usa questo proverbio per le festività di fine anno: “A Sante vicchije ‘nze appicce ‘cchié cannèle”

Al vecchio anno non si accendono più candele.

Nelle Marche e in Umbria è molto diffusa questa espressione: “De Natà o de Pasqua gnisciù se mòa do sta!

A Natale o a Pasqua nessuno si muova da casa.

In Campania è sempre ripetuto questo proverbio popolare: Chi magna a Natale e pava a Pasca, fa ‘nu buono Natale e ‘na mala Pasca

Chi mangia a Natale e paga a Pasqua, fa un buon Natale e una brutta Pasqua.

In Puglia è molto diffuso questo particolare proverbio: A Ddiu ddumi na cannila, allu diaulu ddoi

Accendi una candela a Dio; due al diavolo (un modo per ingraziarsi il nemico).

In Basilicata si dà questo consiglio alle cuoche: Cu n’uocch uarda la hatta e cull’at frigg u pesc

Con un occhio guarda la gatta, con l’altro cucina il pesce.

In Calabria è molto utilizzata questa regola agreste: Per Natale ‘u bonu massaru a siminatu a via”

A Natale il bravo contadino ha già seminato.

In Sicilia è molto diffuso questo proverbio: “Natali veni pi tutti li ggenti e cu un ni gori si nni penti.

Il Natale arriva per tutti e chi non ne gode se ne pente”

In Sardegna questo motto si usa per l’eleganza nelle feste: “Bestidu, su bastone paret unu barone”
Vestito, anche un bastone sembra un barone.

I.V.I.

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