PASSEGGIATE NEL MISTEROԑ PIEMONTE

Gustavo Rol e Torino

Passeggiando nella via dove abitava, una targa ricorda lo ricorda. Gustavo Adolfo Rol: uno dei personaggi più enigmatici della storia di Torino.

In via Silvio Pellico a Torino, sulla facciata di un palazzo che fa angolo con corso Massimo d’Azeglio, è stata affissa una targa che recita: “In questa casa visse dal 1930 Gustavo Adolfo Rol – L’uomo dell’impossibile e dell’incredibile una luce costante nella nostra vita”. L’effige commemorativa è stata posata il 22 settembre 2014, da parenti ed amici, per celebrare il ventennale della morte di Rol.

CHI ERA GUSTAVO ADOLFO ROL?

Su di lui si sono versati fiumi di inchiostro, libri, articoli di giornale, di lui si sono interessati programmi televisivi anche recenti. In quell’elegante appartamento in via Silvio Pellico, passarono importanti statisti, scrittori, uomini d’affari, medici, scienziati, personaggi dello spettacolo del calibro di Federico Fellini. Personaggio controverso, Rol da alcuni è considerato un uomo dalle straordinarie capacità e dai poteri sensazionali, da altri solo un imbonitore, un illusionista. Di se stesso, Rol, diceva: ”Io sono la grondaia che convoglia l’acqua dal tetto. L’elemento da analizzare è l’acqua, non il tetto”.

Via Silvio Pellico 31, a Torino

Gustavo Adolfo Rol nacque a Torino il 20 giugno del 1903 e forse non poteva venire alla luce in una città diversa, vista la connotazione esoterica e misteriosa che da sempre contraddistingue il capoluogo piemontese.
La sua famiglia d’origine apparteneva alla ricca borghesia. Il padre Vittorio era un noto avvocato, nominato nel 1909 direttore della Banca Commerciale Italiana. La madre Martha Peruglia era figlia dell’avvocato Antonio Peruglia, presidente del tribunale di Saluzzo.

L’effige commemorativa in ricordo di Gustavo Adolfo Rol

Gustavo Rol si laureò in economia e giurisprudenza; dopo gli studi, su indicazione del padre, accettò un impiego in banca che lo portò a svolgere il suo lavoro in diverse città europee da Marsiglia a Londra, da Edimburgo a Casablanca. Durante uno di questi soggiorni lavorativi, visse un profondo momento di svolta della sua vita, come egli stesso annota nei suoi diari.

Gustavo Rol in una foto da giovane (Wikipedia)

A Marsiglia infatti, tra il 1925 e il 1926, Rol mentre passeggia, conosce un personaggio di origine polacca, il quale lo inizia ai giochi con le carte e ad alcuni saperi esoterici. Inizialmente Rol è scettico, non crede a ciò che vede, ma dopo inizia ad approfondire alcuni studi spirituali e arriva a formulare una teoria metafisica che mette insieme suoni, colori e altri elementi. È un momento di grande importanza per lui, tanto che dopo una breve permanenza a Parigi, nel 1927, si ritira in un convento.

Uno dei salotti di casa Rol a Torino (Facebook)

Alla morte del padre, Rol, grazie alla sua posizione di agiatezza economica, si licenzia dalla banca per dedicarsi alle sue vere passioni: la pittura, l’antiquariato e Napoleone, figura di cui era profondo conoscitore e appassionato fin da bambino.

Gustavo Rol, al centro, con gli alpini durante la seconda guerra mondiale (Wikipedia)

Durante la Seconda Guerra Mondiale, si arruola come ufficiale degli Alpini e si batte per la Liberazione salvando non pochi partigiani. Finita la guerra, apre a Torino il suo negozio di antiquariato, occupazione che lo vedrà impegnato fino agli anni Sessanta. Successivamente, Rol si dedicherà solo all’arte e agli studi spirituali. La sua casa di via Silvio Pellico diventerà un salotto alto borghese molto particolare, vista la frequentazione, come già detto, di personaggi illustri italiani e stranieri.

Un’immagine a colori dalle relazioni sugli esperimenti del “gruppo Poutet” (Facebook)

Giochi di magia con le carte, viaggi nel passato e nel futuro, materializzazioni di oggetti dal nulla, bilocazione, scrittura, letture del pensiero e di libri a distanza, quadri che si animano, telepatia. Questi e tanti altri, sono i prodigi attribuiti dai testimoni a Rol. Tra gli anni ’50 agli anni ’80, gli organi di informazione fanno a gara per intervistarlo, lo descrivono come un uomo letteralmente fuori dal comune.

Casa Rol. Il salotto con il tavolo ovale dove si svolgevano gli esperimenti (Facebook)

Federico Fellini, suo intimo amico, lo definì “sconcertante”. La fama di Rol cresce a dismisura fino a diventare leggenda. Oltre a Felllini , lo incontrano Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Rota e Alberto Sordi, fino ad alcuni presidenti della Repubblica Italiana, come Saragat ed Einaudi.
Rol diventa famoso anche all’estero. La regina Elisabetta II, durante gli anni ’50, lo invita a Londra e si racconta che, il presidente Kennedy, nel suo unico viaggio in Italia, si recò a Torino con lo scopo di incontrarlo.

Una visuale di via Silvio Pellico, angolo Corso Massimo D’Azeglio

Stupore, elogi, riconoscenza ma anche sospetti e critiche. Le inchieste di Piero Angela, Tullio Regge e Mariano Tomatis, sostennero una serie di critiche nei confronti di Rol. Egli fu additato come un un abile ed elegante prestidigitatore e illusionista. Sospetti o meno, Gustavo Adolfo Rol rimane una delle figure più affascinanti del cosmo torinese (e non solo) e se desiderate fare una passeggiata in via Silvio Pellico, scoprirete un quartiere affascinante che svela un frammento dello spirito di Torino.

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Gian Luca Marino

Racconto luoghi, persone e storie attraverso fotografia, scrittura e il mistero. https://gianlucamarino.blog/

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