FATTISTORIAԑ PRIMO PIANO

La Festa della donna vista con occhi e colori diversi

In attesa che venga approvata entro il 2019, come assicurato dal ministro per la Pubblica Amministrazione Giulio Bongiorno, la nuova legge “Codice rosso” a favore delle donne che denunciano violenze e maltrattamenti, al fine di garantire loro tempi più brevi di protezione, la Festa della donna dell’8 marzo fa sempre più fatica a passare dal giallo delle mimose. Dall’inizio dell’anno sono già state uccise otto donne, e due ferite gravemente. Nel 2018 oltre 100 donne hanno trovato la morte quasi sempre per mano di compagni, ex mariti, o fidanzati, mentre 7 milioni vengono picchiate, maltrattate, o violentate. 

Rosa Luxemburg

Celebrata per la prima volta negli Stati Uniti nel 1909, e in Italia nel 1922, il significato della manifestazione muta con i tempi che cambiano. Le conquiste sociali, politiche, economiche delle donne spesso retrocedono di fronte alle discriminazioni e agli atti violenti che le stesse subiscono. La Storia fa risalire al 1908 l’origine di questi festeggiamenti, e a un gruppo di operaie dell’industria tessile “Cotton” di New York, che, per protesta contro le condizioni lavorative, scioperarono, e alcuni giorni dopo, a seguito di un incendio nella fabbrica, 129 di loro morirono. Rosa Luxemburg quindi propose l’8 marzo come giornata di lotta internazionale a favore delle donne.

In un’altra parte di mondo, nel 1917, alcune donne marciarono a favore della fine della guerra e per i propri diritti nelle strade di San Pietroburgo, facendo scaturire in Russia la Rivoluzione di Febbraio, ottenendo così la destituzione dello zar e il diritto di voto. Spostandoci in Italia, nel 1959, accadde che le senatrici Luisa Balboni, Giuseppina Palumbo e Giuliana Nenni presentarono una proposta di legge per rendere la giornata della donna una festa nazionale, senza però ottenere consensi.

Consuelo Manigesta e Giusy Versace, campionesse sportive, saranno tra le protagoniste della manifestazione “Ragazze vincenti” organizzata a Matera per l’8 e il 9 marzo, in occasione della Festa della donna, nell’ambito della programmazione sportiva per l’anno di Matera capitale europea della cultura 2019. In tutto il Paese ci saranno numerose iniziative, a partire da quelle delle associazioni. Tra queste, “Non una di meno”, nata a Roma, lancia un appello per scioperare quel giorno. L’8 marzo, in ogni continente, al grido di «Non Una di Meno!» sarà sciopero femminista. Interrompiamo ogni attività lavorativa e di cura, formale o informale, gratuita o retribuita. Portiamo lo sciopero sui posti di lavoro e nelle case, nelle scuole e nelle università, negli ospedali e nelle piazze. Incrociamo le braccia e rifiutiamo i ruoli e le gerarchie di genere. Fermiamo la produzione e la riproduzione della società. L’8 marzo noi scioperiamo!Lo sciopero è la risposta a tutte le forme di violenza che sistematicamente colpiscono le nostre vite, in famiglia, sui posti di lavoro, per strada, negli ospedali, nelle scuole, dentro e fuori i confini.

Simona Cocola

Giornalista pubblicista torinese, ha iniziato a collaborare per la carta stampata nei primi anni dell'università, continuando a scrivere, fino a oggi, per diverse testate locali. Ha inoltre lavorato in una redazione televisiva, in uffici stampa, ha ideato una rubrica radiofonica, ed è autrice di due romanzi.

Articoli Correlati