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Ospedale a casa dei bambini, l’esperimento parte da Torino

TORINO. Attraverso l’ospedalizzazione a domicilio d’ora in avanti si potranno ridurre i disagi psicologici e sociali per i piccoli pazienti in cura all’ospedale Regina Margherita di Torino. Il tutto garantendo un insieme di prestazioni mediche secondo piani individuali, in base ai singoli bisogni ma anche in piena sicurezza. Questa procedura di diminuirà di fatto il numero di accessi e il tempo trascorso in ospedale e renderà anche più efficiente l’attività ambulatoriale.

Il progetto “Voglio stare a casa… Vieni tu” è rivolto ai pazienti affetti da patologia oncologica e oncoematologica in età pediatrica. E’ figlio dell’accordo di collaborazione stipulato fra l’azienda ospedaliera universitaria Città della Salute di Torino, il Dipartimento di Pediatria e Specialità pediatriche dell’ospedale Regina Margherita, Casa Ugi e l’associazione Apl Ail. Si tratta del primo esempio di ospedalizzazione pediatrica a domicilio, attraverso nuovo approccio, che si inserisce nel sempre più importante percorso di umanizzazione delle cure. Il percorso permetterà ai piccoli pazienti affetti da patologia oncologica e oncoematologica di effettuare a domicilio i prelievi ematici e le medicazioni necessarie, programmando la visita medica in ospedale solo in caso di necessità. La visita, qualora necessaria, verrebbe comunque effettuata il giorno stesso o il giorno successivo all’esame.

In questa fase iniziale, coinvolgerà una decina di pazienti al giorno, residenti a Torino o nei Comuni limitrofi oppure ospitati nelle strutture di accoglienza che collaborano con l’ospedale. Attraverso questo nuovo modello verranno personalizzate le cure in base alle esigenze dei bambini e delle famiglie, offrendo allo stesso tempo un livello di sicurezza pari a quello ospedaliero e riducendo le conseguenze emotive negative dovute ai ricoveri, nell’immediato e a lungo termine.

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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