CRONACHEԑ LAZIO

Per la Uil “flat tax” un beneficio piccolo per i lavoratori

ROMA. L’ipotesi di una ‘flat tax’ a tre aliquote, circolata in questi giorni, avrebbe un beneficio solo per pochi lavoratori dipendenti e pensionati: a 30.000 euro di reddito il beneficio sarebbe di 41 euro mensili, a 20.000 di solo 15 euro. Un supersconto, di oltre 3.000 euro, si avrebbe solo con redditi superiori a 100.000 euro, che riguardano l’1,18% dei dipendenti e pensionati. A fare i conti è uno studio della Uil. “La simulazione dimostra – afferma il segretario confederale Domenico Proietti – che per oltre il 16,7 milioni di lavoratori, il 76,87% del totale, l’impatto sarebbe nullo o minimo. L’impatto sarebbe nullo o minimo”.

Per la Uil “la via da seguire per ridurre le tasse ai lavoratori dipendenti e pensionati è agire sulle detrazioni specifiche”. L’estensione del regime forfettario, la cosiddetta, anche se in modo impreciso, «Flat tax», comporterà che per il 72% degli autonomi – spiega la Uil – opereranno solamente 2 aliquote. Con l’estensione del regime forfettario, a parità di reddito imponibile, ad esempio 35.000 euro annui, l’imposta Irpef di un lavoratore autonomo sarà pari a 5.250 euro, mentre per un dipendente, a sarà di 9.400 euro: il 44,15% in più. La Uil «chiede al Governo e al Parlamento di impegnarsi fin da subito a operare una revisione delle imposizioni sui redditi che sia improntata ad una vera progressività, riducendo la pressione fiscale che grava su tutti i redditi prodotti nel nostro Paese e in particolare sui lavoratori dipendenti e pensionati che da soli versano oltre il 94% del gettito Irpef. Le disuguaglianze impositive, già oggi presenti fra redditi da lavoro dipendente e quelli da lavoro autonomo – avverte la Uil – verranno ulteriormente ampliate. Ciò a causa dei benefici fiscali derivanti dalle imposte proporzionali e dalla soppressione delle ritenute d’acconto per la stragrande maggioranza dei lavoratori autonomi». Queste estensioni interesseranno oltre 3,3 milioni di contribuenti Iva, sia a regime ordinario che speciale: oltre due terzi della platea totale, come risulta dai dati pubblicati dal Mef sulle dichiarazioni dei redditi 2017. Dal 2020 la situazione si aggraverà secondo la Uil con l’imposta sostitutiva per redditi autonomi o d’impresa fino a 100.000 al 20% del reddito d’impresa. 

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