• 27 Gennaio 2021
  • SANITA'

Vaccino, il 27 dicembre sarà il V-Day: presto in Italia le prime dosi Pfizer

Domenica 27 dicembre 2020 sarà il V-Day, una data speciale per l’Italia e per l’Europa a partire dalla quale sarà sancito il via ufficiale alla campagna di vaccinazione anti-Covid. Le prime dosi del vaccino prodotto dalla casa farmaceutica statunitense Pfizer dovrebbero arrivare dal Belgio al nostro Paese entro Natale. Una volta volta raggiunti i confini nazionali i 25-26 tir contenenti le celle frigorifere con le fiale del prezioso vaccino, conservato alla temperatura di -75 gradi, saranno scortati dalle forze dell’ordine fino all’ospedale Spallanzani di Roma.

A partire dal 26 dicembre, Santo Stefano, il primo lotto da 9.750 dosi sarà distribuito ai 21 siti principali di riferimento, in vista del V-Day di domenica 27 dicembre. I primi italiani ai quali verrà somministrato il vaccino sono alcuni degli italiani simbolo della lotta al Covid-19, in primis medici, infermieri, operatori sanitari e ospiti delle Rsa. Tra i più importanti spicca il nome di Massimo Galli, responsabile del reparto malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano, e di Raffaele Bruno, l’infettivologo che è stato il ‘medico del paziente 1’ e che lavora al Policlinico San Matteo di Pavia.

Vaccino
Massimo Galli, responsabile del reparto malattie infettive all’Ospedale Sacco di Milano

Senza dimenticare Claudia Alivernini, infermiera romana che presta servizio nel reparto malattie infettive dello Spallanzani e che ha anche prestato le cure a molti anziani presso il loro domicilio. Sarà la prima infermiera italiana ad essere vaccinata. E Maria Rosaria Capobianchi, direttrice del laboratorio di Virologia nello stesso istituto ospedaliero romano, a capo del team che ha contribuito a isolare il virus.

Mentre a rappresentare Torino ci saranno Mauro Rinaldi, direttore di Cardiochirugia dell’ospedale Molinette e Giovanni Di Perri, direttore del Dipartimento clinico di malattie infettive Amedeo di Savoia.

Quello di domenica sarà solo un gruppo limitato di operatori sanitari che raggiungerà all’incirca il milione di lavoratori della sanità nel mese di gennaio. Poi si passerà agli ospiti ricoverati nelle Rsa, nel Lazio già dalla prossima settimana. Successivamente le popolazioni a rischio, anziani o soggetti con specifiche patologie.

Nessun obbligo di vaccinazione, l’obiettivo è quello di far emergere il ‘senso di responsabilità’ degli italiani

Il governo ha confermato che agli italiani non sarà imposto alcun obbligo di vaccinarsi. L’obiettivo è quello di puntare a convincerli sugli effetti positivi che potrebbe avere sull’evoluzione della curva epidemiologica. Proprio oggi i dati di uno studio sulla volontà dei cittadini italiani a vaccinarsi fanno ben sperare: una ricerca coordinata dall’Istituto Superiore di Sanità rivela che in Italia due persone su tre (il 67%) sono disponibili a vaccinarsi, la percentuale sale tra gli anziani (84%). I più giovani, 18-34enni, sarebbero ben disposti a vaccinarsi (76%) rispetto ai 50-69enni (67%) e ai 35-49enni (59%).

“L’Italia rinasce con un fiore”, lo slogan della campagna di vaccinazione nei 1500 gazebo a forma di fiore

Saranno 1.500 i gazebo a forma di fiore (per l’esattezza la primula) simbolo della campagna di vaccinazione, i luoghi dove verranno somministrate le dosi nella seconda fase della campagna per i vaccini anti-Covid. I gazebo – progettati dall’architetto Stefano Boeri in materiali riciclabili – saranno collocati in tutta Italia, nelle piazze delle città, davanti agli ospedali e anche nei campi sportivi. La campagna informativa per invitare gli italiani a vaccinarsi – oltre agli spot su radio, tv, siti web e social – prevede anche la realizzazione di totem informativi davanti agli ospedali, nei parchi, negli uffici pubblici e nelle scuole.

Norbert Ciuccariello

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