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11 ottobre: San Giovanni XXIII, per tutti il Papa buono

Angelo Giuseppe Roncalli nasce a Sotto il Monte, precisamente nella frazione Brusicco, in provincia e diocesi di Bergamo, il 25 novembre 1881. E’ il quarto dei tredici figli, nonché il primo maschio, di Giovanni Battista Roncalli e Marianna Mazzola, contadini. Oltre ai genitori, è fondamentale nella sua educazione alla fede il prozio Zaverio Roncalli, primo degli zii del padre. Rimasto celibe, si dedica alla cura dei numerosi pronipoti: di Angelo Giuseppe è anche padrino di battesimo. Il bambino trascorre i primi anni nel cascinale detto “Palazzo” perché molto ampio, mentre i genitori lavorano come mezzadri per i conti Morlani di Bergamo. Nel 1893, anche a causa dell’aumento dei figli, la famiglia Roncalli, che comprende anche il nonno Angelo e altri parenti, trasloca nella cascina “La Colombera”.

Angelo inizia a frequentare le elementari nell’ottobre 1887, prima a Ca’ Maitino, poi a Bercio, in una pluriclasse maschile. Negli stessi anni comincia a seguire le lezioni di catechismo tutte le domeniche. Mostra una notevole capacità negli studi ed ha una forte inclinazione verso la religione: per questo i genitori decidono di fargli prendere lezioni private a Carvico da don Luigi Bonardi e don Pietro Bolis. Con quel bagaglio di conoscenze, Angelo affronta il ginnasio e si fa presto notare sia per l’impegno sui libri, sia per la propensione alla preghiera. Nel giugno 1895 riceve l’abito talare e viene ammesso tra i candidati agli Ordini minori.

Il 13 luglio 1904 consegue il dottorato in Sacra Teologia. Quasi un mese dopo, il 10 agosto 1904, viene ordinato sacerdote nella chiesa di Santa Maria in Montesanto, in piazza del Popolo a Roma. Gli viene chiesto dal rettore del Seminario Romano di restare per approfondire gli studi di Diritto Canonico, ma deve interromperli: nel febbraio 1905, infatti, viene scelto come segretario da monsignor Giacomo Maria Radini Tedeschi, vescovo di Bergamo. Al suo fianco per dieci anni, svolge diversi compiti: docente in Seminario di Storia ecclesiastica, Patrologia e Apologetica, direttore e fondatore nel 1909 del periodico “La vita diocesana”, responsabile del movimento cattolico femminile. Imparò quindi a conoscere nuove realtà della Chiesa, ma dovette difendersi anche dalle accuse di modernismo.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Angelo è chiamato alle armi come cappellano militare. Nel dicembre 1920 papa Benedetto XV lo vuole a Roma come presidente del Consiglio centrale dell’Opera per la Propagazione della Fede in Italia. Don Roncalli inizialmente era sul punto di rifiutare: ha tanti compiti a Bergamo e, peraltro, non si sente all’altezza. Alla fine accetta, in ubbidienza al Pontefice e alla volontà di Dio, che parla attraverso di lui.

Il 27 novembre 1934 segnò una nuova destinazione per monsignor Roncalli: viene inviato alla Delegazione apostolica di Turchia e Grecia, che ha contribuito a fondare nel 1931. Allo stesso tempo, è nominato amministratore apostolico dei latini di Costantinopoli. Inviato in Bulgaria e in Turchia come visitatore apostolico, nel 1944 è nominato Nunzio apostolico a Parigi, per divenire poi nel 1953 Patriarca di Venezia.

Nel conclave seguito alla morte di papa Pio XII, gli succede, il 28 ottobre 1958, proprio il cardinal Roncalli, settantasettenne: assume, ventitreesimo tra i pontefici legittimamente eletti, il nome di Giovanni. Come già a Venezia, così il giorno dell’incoronazione, il 4 novembre, ribadisce che la sua missione da Papa deve essere soprattutto pastorale. Più nel concreto, sia in centro, sia in periferia visita parrocchie, ospedali e carceri: quel suo stile di vicinanza gli vale da parte prima dei soli romani, poi di tutto il mondo, l’appellativo di “Papa della bontà” o di “Papa buono”. E’ il 261° pontefice della Chiesa cattolica.

Dopo aver a lungo pregato ed essersi consultato, tra gli altri, con il Segretario di Stato, il cardinal Domenico Tardini, papa Giovanni XXIII prende una decisione inaspettata. Il 25 gennaio 1959, nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, annuncia l’indizione del Concilio Ecumenico Vaticano II. In contemporanea, comunica anche l’indizione di un Sinodo diocesano per Roma, dal 24 al 31 gennaio 1960, e l’aggiornamento del Codice di Diritto Canonico, con un’apposita commissione. Ma del Concillio Ecumenico Giovanni XXIII non riuscirà a vedere la conclusione: muore infatti il 3 giugno 1963. Credenti e non in tutto il mondo seguono con apprensione l’avanzare della malattia, fino al giorno della morte, il 3 giugno 1963. Nel suo breve ma intenso pontificato, durato poco meno di cinque anni, riesce a farsi amare dal mondo intero. Verrà beatificato il 3 settembre del 2000 e canonizzato il 27 aprile 2014. I suoi resti mortali riposano dal 2001 nella Basilica di San Pietro a Roma, precisamente nella navata destra, sotto l’altare di San Girolamo. La memoria liturgica è fissata al 3 giugno, giorno della sua nascita al Cielo. Nelle diocesi di Milano e Bergamo, invece, è spostata all’11 ottobre, giorno d’apertura del Concilio Vaticano II.

Con decreto del 17 giugno 2017, la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, in virtù delle facoltà concesse da papa Francesco, dichiara San Giovanni XXIII Patrono dell’Esercito Italiano. La ragione di quest’attribuzione risiede nell’impegno che, da cappellano militare, ha impiegato per promuovere le virtù cristiane tra i soldati, insieme alla dedizione per la causa della pace e all’esempio costituito da tutta la sua vita.

Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Dottore in Teologia e professore. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. È cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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