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14 ottobre: San Callisto I, papa e martire nel III secolo

Callisto è il sedicesimo vescovo di Roma e papa della Chiesa cattolica, che lo venera come santo. Quasi tutte le notizie sulla sue figura si devono a sant’Ippolito, che forse inserì fatti malevoli nella sua biografia. Sarebbe stato schiavo e malversatore del denaro del suo padrone Carpoforo.

Secndo Sant’Ippolito, Callisto fugge e viene riacciuffato venendo condannato alla macina. Appena graziato provoca dei disordini in una sinagoga, finendo per essere condannato alle miniere in Sardegna nel 186-189 circa. Più sicure sono le notizie dopo la sua liberazione, dopo il 190-192. Da liberto apre un banco nella regio terza di Roma, popolata quasi esclusivamente da cristiani, che fallisce travolta dalla crisi inflazionistica del II secolo. Sarà diacono di Zefirino, che gli affida la direzione di un cimitero sulla via Appia, riconosciuto poi come “catacombe di San Callisto”.

Morto Zefirino, nel 217 Callisto viene eletto al suo posto come vescovo di Roma. Il nuovo papa deve affrontare problemi di natura dottrinale, considerando che nella comunità cristiana coesistono da questo punto di vista orientamenti diversi. Callisto ha l’abilità di porsi in posizione mediana rispetto alle varie ed opposte fazioni, con l’obiettivo precipuo di assicurare l’unità dottrinale della Chiesa. La sua elezione provoca, in ogni caso, lo scisma di Ippolito di Roma, considerato antipapa. Come detto, quasi tutto quello che sappiamo di papa Callisto proviene dagli scritti dei suoi acerrimi nemici, Quinto Settimio Fiorente Tertulliano e l’autore del Philosophumena, l’antipapa Ippolito. Si tratta, perciò, di notizie tendenziose, che cercano di farlo apparire una persona riprovevole e odiosa.

Tanto Ippolito quanto Tertulliano sfidano l’ortodossia di Callisto, sul campo di un famoso editto in cui il papa garantisce la comunione, dopo la giusta penitenza, a coloro che hanno commesso adulterio e fornicazione. È chiaro che Callisto si basa sul potere di rimettere e perdonare concesso a San Pietro, ai suoi successori ed a chi era in comunione con loro.

Callisto è il primo papa iscritto nel Depositio martyrum del IV secolo, fonte che riporta il suo martirio avvenuto intorno al 222, forse durante una sollevazione popolare. Secondo la tradizione, l’imperatore Alessandro Severo, benevolente nei confronti dei cristiani, lo tiene in grande considerazione tributandogli onori divini ed ha ordinato la costruzione di un tempio per il Dio dei cristiani, causando la sollevazione popolare dei pagani. In assenza dell’imperatore, però, Callisto viene catturato, percosso con verghe, defenestrato con un sasso legato al collo, e quindi annegato in un pozzo. Callisto viene sepolto nella catacomba di Calepodio sulla via Aurelia. Nel 790 papa Adriano I fa traslare le sue reliquie nella basilica di Santa Maria in Trastevere. Papa Gregorio IV (827-843) ritrova il suo corpo e quello di San Calepodio sotto l’ingresso della basilica e li fa deporre sotto l’altare maggiore. Il ricordo liturgico di San Callisto, secondo il Depositio martyrum e i martirologi seguenti, ricorre il 14 ottobre.

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Alessio Yandusheff-Rumiantseff

Sacerdote cattolico, nato a San Pietroburgo nel 1973, attualmente vive a Roma dove svolge il suo servizio pastorale ed accademico. Ha compiuto gli studi in genetica a San Pietroburgo, in filosofia in Liechtenstein e in teologia alla Pontificia Università Lateranense e alla Pontificia Università Gregoriana di Roma. E' cappellano della Facoltà di Economia dell'Università La Sapienza. Collabora con le riviste teologico-filosofico-storiche "Traditio viva" e "Folia petropolitana" in qualità di redattore e traduttore.

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