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17 marzo: San Patrizio, da schiavo ad apostolo dell’Irlanda

Assieme ai santi Columba e a Brigida, San Patrizio è il patrono dell’Irlanda e viene festeggiato il 17 marzo, data della sua morte, da tutta la comunità irlandese del mondo, America e Australia incluse.

Non si conosce la data esatta della nascita, ma gli studiosi la attestano intorno al 385 nella Britannia Romana con il nome di Maewyin Succat. I genitori sono cristiani appartenenti alla società romanizzata della provincia. Il padre Calpurnio è diacono della comunità di Bannhaven Taberniae, loro città d’origine e possiede anche un podere nei dintorni. Il giovane Patrizio trascorre la sua fanciullezza e l’adolescenza in serenità, ricevendo un’educazione abbastanza elevata. A 16 anni villeggiando nel podere del padre, viene fatto prigioniero insieme a migliaia di vittime dai pirati irlandesi e trasferito sulle coste a nord dell’isola. Qui viene venduto come schiavo. Il padrone gli affida il pascolo delle pecore. La vita grama, la libertà persa, il ritrovarsi in terra straniera fra gente che parla una lingua che non capisce, lo portano a cercare per due volte la fuga, ma inutilmente. Soltanto al terzo tentativo riesce ad imbarcarsi su una nave e dopo tre giorni di navigazione sbarca su una costa deserta della Gallia. E’ la primavera del 407, l’equipaggio e lui camminano per 28 giorni durante i quali le scorte finiscono. A quel punto i pagani che sono con lui chiedono a Patrizio a pregare il “suo Dio” per ottenere del cibo. E qui si verifica il primo miracolo: compaiono alcuni maiali che consentono a tutti di sfamarsi.

Patrizio riesce dopo mille peripezie a tornare alla sua famiglia e la fede che lo pervade lo convince a raggiungere Auxerre dopo poter continuare a studiare. Termnati gli studi viene ordinato diacono e da quel momento inizia la sua importante opera di conversione. Torna in Irlanda e nel 431 riceve l’incarico da Roma di organizzare una diocesi per coloro che hanno già abbracciato la fede cristiana. Qualche anno dopo Patrizio viene consacrato vescovo. Il suo metodo di evangelizzazione è adatto ed efficace e coinvolge anche la nobiltà. In Irlanda introduce il monachesimo che di recente è sorto in Occidente e un gran numero di giovani aderiscono con entusiasmo, facendo fiorire conventi di monaci e vergini.

Nella sua opera apostolica ed organizzativa della Chiesa, Patrizio stabilisce delle diocesi territoriali con vescovi dotati di piena giurisdizione. Predica in modo itinerante per alcuni anni, sforzandosi di formare un clero locale. Fonda la sua sede ad Armagh nella contea che oggi porta il suo nome; evangelizza soprattutto il Nord e il Nord-Ovest dell’Irlanda, mentre nel resto dell’Isola ha dal 439 l’aiuto di altri tre vescovi continentali, Secondino, Ausilio e Isernino. La sua vocazione missionaria non gli consentirà mai di lasciare la Chiesa d’Irlanda che Dio gli aveva affidato, in quella che fu la terra della sua schiavitù.

L’infaticabile apostolo conclude la sua vita nel 461 nell’Ulster a Down, che prenderà poi il nome di Downpatrick. Durante l’VIII secolo verrà riconosciuto come apostolo nazionale dell’Irlanda intera e la sua festa al 17 marzo. Intorno al 650, San Furseo porterà parte delle sue reliquie a Péronne in Francia da dove il culto si diffonderà in varie regioni d’Europa. In tempi moderni il suo culto sarà introdotto in America e in Australia dagli emigranti cattolici irlandesi.

Piero Abrate

Giornalista professionista dal 1990, in passato ha lavorato per quasi 20 anni nelle redazioni di Stampa Sera e La Stampa, dirigendo successivamente un mensile nazionale di auto e il quotidiano locale Torino Sera. È stato docente di giornalismo all’Università popolare di Torino.

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